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Decreto Clini, in settimana le deroghe alle rotte
LIVORNO. Ordinanze in deroga per ridurre a 0.7 miglia (circa un chilometro e mezzo) la distanza di 2 miglia, prevista dal decreto Clini, sulle rotte delle navi in transito nelle acque e nei porti...
LIVORNO. Ordinanze in deroga per ridurre a 0.7 miglia (circa un chilometro e mezzo) la distanza di 2 miglia, prevista dal decreto Clini, sulle rotte delle navi in transito nelle acque e nei porti toscani. Le ha proposte la Capitaneria, che sta lavorando insieme a Regione, Parco, Province e Autorità portuali per dare attuazione al decreto Clini sulle rotte. La risposta di Regione e Parco potrebbe arrivare già in settimana.
Nell’ultima riunione, avvenuta qualche giorno fa nella sede della Guardia costiera di Livorno, la Capitaneria ha presentato proposte di ordinanze che vanno a individuare le zone dove è possibile, rispetto alla consistenza dei traffici, garantire la continuità territoriale e l’ingresso e l’uscita delle navi dai porti. Deroghe che però, in ogni caso, non vanno mai al di sotto delle 0.7 miglia dai confini esterni delle aree protette e dei parchi. Come spiega il capitano di fregata Massimo Seno capo ufficio Direzione marittima, la Guardia costiera sta aspettando il formale consenso che dovrebbe arrivare a giorni dalla Regione e dal Parco. Ma al livello ufficioso, le ordinanze hanno già raccolto pareri favorevoli. Il punto è che se il decreto Clini venisse applicato alla lettera, non si potrebbe entrare e uscire dai porti e non si potrebbe neppure collegare Piombino con l’Elba. Proprio per questo, già lo stesso decreto, all’articolo 1, dice che le capitanerie possono, ad alcune condizioni, individuare dei limiti differenti rispetto alle 2 miglia di distanza dai parchi previsti. E il Comando generale del corpo delle capitanerie ha rilanciato alla guardia costiera la direttiva del ministro Trasporti, indicando come limite massimo rispetto al quale non si può scendere - eccetto i casi ingresso e uscita dai porti - le 0.7 miglia dal perimetro esterno. Resta il fatto che, in ingresso e uscita dai porti, alle navi che trasportano merci e che collegano porti sud con porti nord, l’ingresso sarà consentito. (l.l.)
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