Lutto
Asili allo Stato: «Orari e progetti invariati»
L’assessore Roncaglia in commissione: faremo convenzioni con le singole direzioni didattiche per andare incontro alle richieste delle famiglie
LIVORNO. «Non vogliamo perdere altre scuole materne, quindi vorremmo procedere con l’espansione dei centri infanzia, che comprendono in un unico progetto un nido e la successiva scuola d’infanzia». Che la statalizzazione di alcuni asili comunali (Arcobaleno, Chayes e Quattro stagioni) non sia un vanto per il Comune si capisce dalle parole di Carla Roncaglia, assessore comunale all’istruzione, che ieri in sede di settima commissione ha spiegato l’intera vicenda del trasferimento allo Stato delle tre scuole. Roncaglia non nega «l’amarezza per il fatto che il Comune è messo di fronte a paletti e divieti che non corrispondono ai suoi progetti». L’assessore ha comunque ribadito che la statalizzazione sarà realizzata tenendo conto delle esigenze prospettate dalle famiglie dei circa 150 bambini iscritti alle scuole. «Visto anche il fatto che il Comune provvederà economicamente per le insegnanti del pomeriggio - dice l’assessore - useremo lo strumento della convenzione con le tre direzioni didattiche a cui fanno capo alle scuole d’infanzia, così da accogliere il più possibile le richieste dei genitori. Chiederemo che orario e calendario scolastico restino invariati, oltre il mantenimento dei progetti inseriti nel Pof (piano offerta formativa) con fondi del Comune. La direzione scolastica regionale si è impegnata anche a fare nomine triennali in queste scuole, vediamo se manterrà questo indirizzo».
Le spiegazioni di Roncaglia non sono bastate a Andrea Romano (Idv), che ha sottolineato come sarebbe stato necessario un incontro in commissione prima che la statalizzazione prendesse corpo: «Per coprire i posti vuoti nelle tre materne comunali si poteva attingere dalle graduatorie dei nidi comunali e prendere chi ha anche l’abilitazione per le scuole d’infanzia. Non solo, ci risulta che il Comune copra posti vacanti nelle scuole di sua competenza usando il lavoro somministrato». Netta la replica di Roncaglia: «Le graduatorie di materne e nidi sono separate, come vollero i sindacati quando furono fatti i concorsi. Quanto alla somministrazione, sono previste solo per sostituzioni temporanee. Ma faremo delle verifiche».
Polemica Marcella Amadio (Pdl): «I genitori del comitato si sono sentiti traditi, voi decidete e poi venite in commissione. Era meglio parlare chiaramente prima con i genitori». Anche Tiziana Bartimmo (Rifondazione) ha detto che «va fatto un appunto al Comune, sarebbe stato meglio informare prima la commissione e i genitori», Lamberto Giannini (Sel) parla di «errore politico, il genitore ha fatto una scelta e ora si ritrova una coda diversa».
Massimo Ciacchini (Pdl) ha puntato il dito contro le scuole pubbliche a tutti i costi («si deve dare alle famiglie servizio adeguato, non spingere per forza verso le scuole pubbliche»). Difendono le scelte del Comune Massimo Gulì (Pd) («sulla base di una situazione pesante, siamo riusciti a dare la soluzione migliore») e Dinora Mambrini (Pd) («Con le scuole statali non si deve fare caccia alle streghe, un plauso all’amministrazione per l’idea di incontrare le famiglie»).
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