Gioco
Tirrenica, coro di no contro il pedaggio
Romano (Idv) annuncia proteste al casello. Amadio (Pdl) suggerisce al sindaco di chiudere il Romito ai Tir tutto l’anno
LIVORNO. «Sembra di ricordare la vicenda del rigassificatore, un'opera che ci hanno obbligato ad accettare in cambio di compensazioni che poi non sono arrivate». Va all'attacco il capogruppo di Idv, Andrea Romano, che invita i livornesi a partecipare al «blocco day» che sarà organizzato a fine mese per protestare contro la trasformazione della variante Aurelia in autostrada Tirrenica. Più che blocco sarà un corteo di protesta, con le auto che il 30 giugno viaggeranno in corteo, a passo d’uomo, sia all’altezza del casello di Rosignano che sulla vecchia Aurelia.
Come ha ricordato ieri il Tirreno, il Lotto Zero che Livorno aspetta da quarant'anni per unire Maroccone a Chioma scavalcando il Romito, non sarà costruito. E mentre c'è da capire che fine hanno fatto le compensazioni promesse al territorio dopo il taglio del progetto, si viene a sapere che la città non è nella lista dei comuni esentati dal pagamento della Tirrenica.
Lo dice l'accordo messo sul tavolo da Stato e Regione. Sarà esentato chi abita a Castiglioncello, Rosignano, Cecina, anche a Santa Luce e Riparbella. Ma non a Livorno. Questo significa che se un cecinese viene a lavorare a Livorno in auto utilizzando il primo tratto dell'autostrada non paga, ma se un livornese fa il percorso inverso deve versare l'importo dovuto alla barriera di Vada.
«Giovedì – scrive Romano – ho partecipato all'assemblea di movimenti, partiti e cittadini contrari alla realizzazione della Tirrenica che si è tenuto nella sede cecinese di Idv. Nonostante Livorno mi sembri oggettivamente il Comune più penalizzato da questo assurdo progetto, ero l'unico livornese presente e per questo mi sono impegnato a sollecitare una protesta dei miei concittadini, perché si uniscano a quelli della Val di Cecina, della Val di Cornia e della Maremma».
«Sembra di ricordare – ripete – la vicenda del rigassificatore, un'opera che ci hanno obbligato ad accettare in cambio di compensazioni che poi non sono arrivate. Così per l'autostrada: ci "rubano" l’Aurelia, fino a oggi gratuita, e ci mettono un casello che farà pagare ai livornesi i pedaggi più cari d'Europa. In cambio – azzarda – dovevamo avere il Lotto Zero, la sistemazione della viabilità e altre opere pubbliche, ma non avremo proprio niente».
Il dipietrista (ex alleato di maggioranza) scrive che «ci sentiamo truffati» e accusa «i sindaci del territorio che dovrebbero guidare la protesta invece aspettano rassegnati».
Anche Marcella Amadio se la prende con gli amministratori. «La nostra città – scrive – è stata tagliata fuori come se non esistesse. Il sindaco Cosimi che cosa ha fatto? E il Presidente della Provincia Kutufà? Promesse, parole al vento: non hanno tutelato i livornesi, non hanno tutelato il territorio, negandogli la possibilità di essere competitivo».
«Davanti a questa assurda e vergognosa disparità di trattamento che evidenzia, ancora una volta, quanto Livorno sia distante dagli interessi del presidente Rossi – attacca Amadio – il sindaco avrebbe dovuto quanto meno indignarsi Invece soltanto il silenzio, un elemento che caratterizzano da sempre la non azione politica di Cosimi ».
«Farebbe bene il sindaco – chiude la capogruppo del Pdl – a reagire imponendo il divieto di traffico pesante sul Romito per tutto l'anno ».
Critico rispetto alla mancata esenzione anche il presidente della Cna livornese, Marco Valtriani, che solleva un problema di competitività delle imprese. «Abbiamo sempre sostenuto la necessità – dice – di esentare dal pagamento da Piombino a Collesalvetti, per facilitare la circolazione delle imprese. Molte sono di piccole dimensioni, si spostano sul territorio provinciale».
«In ogni caso – sottolinea in disaccordo col dipietrista – non possiamo fare a meno di questa opportunità: l'autostrada è determinante, facciamo pressione perché strada facendo ci siano gli aggiustamenti dovuti, ma intanto partiamo. Non possiamo permetterci altri cinque anni di discussioni».
Infuriato il presidente Aci, Franco Pardini, che domani aderirà allo sciopero contro gli aumenti della benzina. «Non possiamo tollerare questa scelta – dice – prendersela con gli automobilisti è il nuovo sport nazionale: l’accide, il carburante, l’Rc auto. La Tirrenica sarà fonte di grandi costi che saranno spalmati sulle spalle degli automobilisti. La decisone di non esentare Livorno, che vive già una profonda crisi, creerà forti disparità, è una follia inaccettabile».
Al coro dei delusi si aggiunge Giannantonio Cesari (Confcommercio). «L’aumento dei costi – chiude – non sarà pesante come quello della benzina, ma oggi si sta attenti anche al centesimo. Vale per i trasportatori, vale per le famiglie. Anche pochi euro possono determinare la scelta di passare una giornata in un tratto di costa piuttosto che in un altro». ALTRO SERVIZIO APAGINA 9
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