Tenta di baciare una 13enne: arrestato
L’uomo, che ha 44 anni, aveva adescato la ragazzina su Facebook. Ma all’appuntamento è arrivato anche il babbo
LIVORNO. È l’incubo di ogni genitore di un’adolescente: un adulto che insidia la propria figlia sessualmente, con l’inganno. È successo lo scorso weekend. Lei 13 anni, lui 44, «camuffato» da ragazzo di 19. L’ha abbordata su facebook, spacciandosi per un giovane innamorato. Ha insistito per vederla, facendole proposte esplicite. Ci ha provato con lei e con una sua amica e coetanea. Poi, ottenuto un appuntamento con la prima, per domenica mattina, ha cercato di baciarla.
Quando lei s’è resa conto di avere di fronte non un diciannovenne come credeva, ma un adulto, ha provato a scappare. Lui però l’ha presa per un braccio e ha cercato di baciarla. Lei s’è divincolata e a quel punto è intervenuto il padre della ragazzina, che l’aveva seguita fino al luogo fissato per l’incontro, le Cinque Querce. La presenza del babbo è stata provvidenziale. L’uomo ha fermato il pedofilo e tra i due è scaturita una colluttazione. Alla vista della lite, qualcuno ha chiamato la polizia, che è arrivata a tempo record. Appurati i fatti, gli agenti delle volanti hanno proceduto ad arrestare il 44enne. La ragazzina è finita all’ospedale per i lividi.
In manette è finito Alessio Fagiolini, operaio livornese residente in zona San Marco, padre di famiglia. L’accusa nei suoi confronti è tentata violenza sessuale. Ora il quarantaquattrenne, già coinvolto in piccoli episodi di molestie verso ragazze, è ai domiciliari. Le volanti della polizia, coordinate dal dirigente Stefano Caroti, hanno effettuato una perquisizione in casa dell’operaio e hanno trovato e sequestrato il suo pc. Ora gli esperti informatici della polizia postale effettueranno una perizia, disposta dalla Procura, per vedere se ci sia corrispondenza tra le chat “incriminate” e i dati presenti nel computer dell’arrestato.
Come ricostruito dalla polizia, tutto è cominciato un mese fa, quando l’uomo, grazie a un falso profilo - secondo gli inquirenti con foto, nome e età fittizi, allo scopo di apparire più giovane - ha preso per la prima volta contatti con le due ragazzine di 13 anni su facebook. Tra lui e le adolescenti è iniziato un rapporto telematico fatto di chat e scambi di informazioni. L’uomo avrebbe fatto avance molto esplicite nei confronti delle ragazze, in particolare verso la tredicenne con cui poi è riuscito ad incontrarsi alle Cinque Querce.
Un luogo che probabilmente non è stato scelto a caso, essendo in campagna e piuttosto isolato, oltre che non lontano dai luoghi frequentati dalla vittima. Gli scambi di chat però non sono sfuggiti ai genitori delle due ragazzine i quali, alla vista di messaggi molto equivoci, hanno preso in mano la situazione e venerdì scorso hanno presentato denuncia alla polizia postale, fornendo anche tutte le conversazioni sotto accusa. Ma i contatti tra l’adescatore e la ragazzina non si sono interrotti, tanto che sabato mattina al cellulare della adolescente è arrivata una telefonata. La bimba è uscita con la madre, alla chiamata ha risposto il padre che però è rimasto in silenzio per capire chi c’è all’altro capo del cellulare. A un tratto si sente una voce che, senza mezzi termini, propone un appuntamento alle 10.30 della domenica alle Cinque Querce. Il padre non dice nulla e appende il telefono. Ma l’indomani a quell’ora la figlia prende la bici ed esce. Lui teme il peggio e la segue. Ed è allora che si rende conto che la 13enne sta andando all’appuntamento con lo sconosciuto. Una persona che evidentemente era riuscita a catturare la sua fiducia. L’attenzione e la prontezza del genitore hanno evitato il peggio. Ora sono in corso indagini.
La polizia ha sequestrato il profilo finto su facebook ed è al lavoro per ricostruire tutta la vicenda. L’operaio al momento dell’arresto ha detto di non avere intenzioni sessuali nei confronti delle ragazze.
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