Gioco
Sotto il vetro la giungla dell’incuria
S. Trinita, il degrado sotto la “lanterna” che mostra le buche medicee del grano
LIVORNO. E' diventata una specie di serra riempita da una vegetazione inestricabile la struttura che da una decina d'anni vediamo lungo la rinnovata banchina presso il Ponte di Santa Trinita, proprio di fronte al lato orientale della Fortezza Vecchia.
La struttura è una lanterna in acciaio e vetro blindato: fu installata nel 2002 su disegno dell'architetto Fabrizio Filippelli per proteggere ed al contempo mostrare una delle antiche "buche da grano" rinvenuta durante gli ampi lavori di riqualificazione avviati dall'amministrazione comunale sul margine lato terra della Darsena Vecchia realizzando un nuovo banchinamento ed una passeggiata a mare.
Risalenti a quattro secoli fa le buche da grano (che erano in origine 58) sono manufatti in mattoni dove in epoca medicea venivano depositate le granaglie scaricate dalle navi, non lontano dal Bagno dei Forzati istituito nel 1602 da Ferdinando I de' Medici, in seguito trasformato nell'Ospedale di Sant'Antonio ed infine abbattuto nel 1937 per fare posto all'attuale Palazzo del Governo (1942).
Sta di fatto che, rimasta priva di manutenzione, dopo dieci anni la lanterna si è trasformata in un oggetto misterioso. E, come purtroppo capita, l'intento di tutelare e valorizzare un bene culturale è stato inizialmente di sicuro encomiabile, salvo però essere in seguito dimenticato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
