Più controlli sui figli se dialogano su internet
LIVORNO. «È fondamentale che i genitori seguano i figli, specialmente dai 10 ai 18 anni, che è l’età più difficile e più a rischio. Bisogna stare loro dietro, senza allarme, perché più i figli sono...
LIVORNO. «È fondamentale che i genitori seguano i figli, specialmente dai 10 ai 18 anni, che è l’età più difficile e più a rischio. Bisogna stare loro dietro, senza allarme, perché più i figli sono piccoli più in loro c’è curiosità verso il prossimo». E c’è chi approfitta senza remore dell’ingenuità dei piccoli.
L’ispettore capo Massimo Montuori, comandante della sezione livornese della polizia postale, tutti i giorni ha a che fare con casi di molestie e furti di identità su facebook. Un tipo di reato molto diffuso se si pensa che nell’ultimo anno (da maggio 2011 ad aprile 2012) le denunce sono state 212 a fronte delle 8 dello stesso periodo dell’anno precedente. E le analisi su pc sono salite da 19 a 114. Tanto che le pattuglie impiegate per contrastare i reati informatici sono cresciute passando da 1759 a 2508.
I casi più diffusi sono quelli in cui un utente si spaccia per un altro e falsifica le proprie generalità, contattando poi ragazzini con proposte indecenti e tutto ciò che ne consegue. «I casi di sconosciuti che si intromettono nei profili altrui sono tanti - spiega Montuori - E numerosi sono gli adulti che provano a entrare in contatto con minori per gli scopi più vari. Ma per fortuna molti ragazzi rifiutano la amicizia proposta da parte di gente sconosciuta». Insomma, il vecchio detto che invita a “stare alla larga dagli sconosciuti” è sempre più valido. «Però - continua Montuori - c’è chi tenta a proporsi come amico degli adolescenti. E purtroppo c’è anche chi ci casca. Il dato più allarmante è che i ragazzi più sono piccoli più sono ingenui».
Da qui nasce l’appello ai genitori a monitorare costantemente i figli, le loro conoscenze e le frequentazioni anche telematiche. «Se i genitori vedono nel proprio figlio un comportamento strano, un momento di timidezza e riservatezza eccessiva rispetto a quanto accade nella normalità, è bene approfondire per capire da cosa dipende - è il consiglio dell’ispettore Montuori - In casi del genere, è bene agire subito, senza allarmisimi, ma con le buone maniere e con intelligenza».
Proprio come hanno fatto i genitori delle ragazzine molestate su facebook.
«Questi genitori - spiega l’esperto - hanno agito bene perché, seppure con leggero ritardo, si sono avvicinati piano e con calma al problema, senza commettere atti insulsi e intervenendo nel momento opportuno».©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
