Il Tirreno

Livorno

Navigazione vietata in tutta la zona

di Federico Lazzotti
Navigazione vietata in tutta la zona

LIVORNO. Egidio Ibba, ingegnere meccanico della Impresub e responsabile dell’operazione «recupero fusti», è appena sceso dalla nave Sentinel dopo un giorno di test passato nelle acque al largo di...

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LIVORNO. Egidio Ibba, ingegnere meccanico della Impresub e responsabile dell’operazione «recupero fusti», è appena sceso dalla nave Sentinel dopo un giorno di test passato nelle acque al largo di Civitavecchia.

«Abbiamo provato tutti i sistemi – dice – a cominciare dal veicolo subacqueo che dovrà individuare i bidoni e la pinza idraulica necessaria per prenderli e metterli nei cassoni stagni dentro ai quali saranno riportati in superficie. I risultati? Lo so che per voi giornalisti non è una notizia, ma incrociando le dita è andato tutto per il meglio e la nave è già in viaggio verso la zona dei lavori che molto probabilmente prenderanno il via domani sera (oggi ndr)».

Il piano di recupero dei 114 oggetti, tra bidoni tossici e sacchetti, individuati e mappati dalla Minerva Uno tra il 18 e il 24 febbraio è dunque questione di ore. Per gli altri 102 bidoni, invece, le istituzioni chiedono l’impegno del Governo e l’intervento della Marina militare.

Quello che inizierà questa sera in un tratto di mare a circa 35 miglia davanti alla costa compresa tra Livorno e il Calambrone è un intervento unico nel suo genere, mai tentato prima e durerà – spiegano dalla Capitaneria di porto che deve supervisionare i lavori – fino alla metà di luglio.

I fusti, persi il 17 dicembre scorso dall’Eurocargo Venezia al largo dell’isola di Gorgona, sono ad una profondità che varia tra i 400 e i 430 metri. «Abbiamo suddiviso la zona in quadri di lavoro per facilitare le operazioni».

Negli abissi ci arriverà un robot munito di un telecamera e al è stato applicato un braccio meccanico che dovrà prendere i bidoni e inserirli in alcuni cassoni stagni (ognuno ne contiene sei) che, dopo essere stati riempiti, saranno riportati a galla da un filo collegato ad una gru fissata sulla nave.

Per i sacchetti, invece, all’interno dei quali sono contenute i catalizzatori tossici, verrà usato una specie di paletta e secchiello sottomarino. Nonostante la fiducia sul buon esito delle operazione, il timore è che rispetto alla data in cui i fusti sono stati individuati la loro posizione possa essere cambiata e soprattutto che i bidoni si siano aperti e il loro contenuto sia disperso in mare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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