Toscana
«Mare e fondali sono ok» ma sui campioni di marzo
LIVORNO. Mare e fondali non sono inquinati da sostanze tossiche, ma gli ultimi dati di laboratorio disponibili sono relativi al mese di marzo. Più recenti – risalgono alla settimana scorsa – le...
LIVORNO. Mare e fondali non sono inquinati da sostanze tossiche, ma gli ultimi dati di laboratorio disponibili sono relativi al mese di marzo. Più recenti – risalgono alla settimana scorsa – le analisi sul pescato che non hanno comunque rivelato contaminazioni. In attesa di nuovi dati su acqua e crosta sottomarina, attesi nei prossimi giorni, è questa la fotografia che Arpat ha scattato nella zona al largo dell’isola di Gorgona dai giorni successivi all’incidente dell’Eurocargo Venezia fino ad oggi.
«Le situazioni che troviamo dove sono stati individuati i bidoni, a 400 metri di profondità – spiega il direttore dell’Agenzia Stefano Rossi – sono difficilmente riproducibili in laboratorio visto che la temperatura è intorno ai tre gradi e c’è una pressione di quaranta atmosfere. Ecco perché è complicato prevedere il comportamento dei catalizzatori. Dunque, l’unico modo che abbiamo per tenere la situazione sotto controllo, è quella di continuare il monitoraggio in collaborazione con l’Istituto superiore di Sanità e con i tecnici di Castalia che per questo sarà prolungato di altri sei mesi».
Ad influire sulle analisi il comportamento delle sostanze tossiche che se in un primo momento sembravano poco solubili in acqua, ad oggi, si sono invece rivelate, al contrario, capaci di sciogliersi in mare con una certa facilità e quindi di disperdersi diminuendo la propria concentrazione.
Nessun allarmismo o psicosi è il messaggio che arriva dall’Agenzia che in ogni caso non nasconde qualche preoccupazione per il futuro come ha messo nero su bianco nel dossier pubblicato a febbraio sui possibili rischi nel caso in cui i bidoni restino sul fondo mettendo in pericolo la catena alimentare.
«Continueremo a fare le verifiche sulle acque e sui sedimenti – va avanti Rossi – ad esempio durante le operazioni di recupero dei fusti saranno eseguiti campionamenti sulla colonna d’acqua prima dopo e durante il prelievo e post recupero. Inoltre vanno avanti le analisi sui punti lungo la costa a scopo cautelativo».
(f.l.)
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