Gioco
Lettera a Monti per i 102 fusti fantasma
L’annuncio di Comune, Provincia e Regione: evento straordinario, intervenga la Marina militare e paghi Grimaldi
LIVORNO. Una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Mario Monti «affinché il Governo intervenga per recuperare i bidoni tossici fantasma che altrimenti rischiano di restare in fondo al mare» con tutte le conseguenze che ne deriverebbero.
È questa la mossa che annunciano Comune, Provincia e Regione dopo il fallimento della campagna di monitoraggio da parte di Grimaldi e Castalia che dieci giorni fa hanno interrotto la ricerca dei 102 fusti ancora dispersi.
La prima conseguenza nel caso in cui si muovesse il Ministero sarebbe l’impiego della Marina Militare che come spiega l’assessore all’Ambiente del Comune Mauro Grassi «ha mezzi e professionalità per portare a termine la caccia». La seconda, da non sottovalutare, la ripete l’assessore regionale Anna Rita Bramerini: «A pagare sarà la Compagnia Grimaldi responsabile dell’incidente».
A cinque mesi e mezzo dall’incidente al largo della Gorgona e in attesa che comincino le operazioni di recupero dei 95 fusti già trovati, ieri mattina, gli assessori all’ambiente di Comune e Provincia hanno fatto il punto. «È una vicenda che ci mantiene in allerta nonostante i risultati dei test siano incoraggianti – spiega Nicola Nista – ecco perché l’obiettivo è quello di non abbandonare le ricerche e recuperare tutti i fusti».
«Sulla ricerca e il recupero dei bidoni dispersi in mare – insiste Bramerini – gli enti locali non hanno mai abbassato la guardia, anche tenendo conto del fatto che le competenze sono tutte in capo alla Capitaneria di Porto».
Di positivo – riconoscono le istituzioni – c’è il fatto che la Compagnia, nonostante adesso si stia defilando, ha comunque portato avanti parte del lavoro.
«Grimaldi non può esimersi dalle sue responsabilità – aggiunge – in queste ore partirà una richiesta congiunta di Comune, Provincia e Regione Toscana al Governo perché il ritrovamento dei fusti mancanti sia portato a termine nel più breve tempo possibile».
Le conseguenze del pugno duro da parte delle istituzioni, si potrebbe trasformare a breve in nuove regole della navigazione. «È necessario che la nostra Capitaneria si doti del sistema Vts per monitorare il traffico delle navi». L’ultimo incidente all’Elba ne è l’ennesima conferma. «Nell’Arcipelago toscano – conclude la Bramerini – si sono verificati troppi incidenti, dimostrazione del fatto che le normative di sicurezza non vengono rispettate».
Sugli errori fatti in passato mette l’accento l’assessore Grassi. «All’indomani dell’incidente bastava che venisse catalogato come evento straordinario e non ordinario. Così forse avremmo potuto fare più in fretta e avere maggiori risorse».
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