Gioco
Il “Banco” sbarca in centro Alleanza con la Fondazione
L’ente guidato da Barsotti entra (con il 10%) nell’istituto di credito lucchese che aprirà presto una sede nel complesso dell’ex cinema Metropolitan
LIVORNO. Sbarca nella nostra città una nuova banca: lo fa cercando spazio in quello spicchio del mercato del credito che punta a un legame a doppio filo con il territorio. Non è un caso dunque che il presidente sia un livornese – il notaio Mario Miccoli – e che nella compagine soci sia entrata la Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, presieduta da Luciano Barsotti, che aveva uno storico cordone ombelicale secolare con la Cassa di Risparmio labronica, poi sempre più strettamente integrata nel gruppo del Banco Popolare fin da quando si chiamava Popolare di Lodi.
La Fondazione livornese conferma di aver «acquisito il 10% circa del Banco di Lucca e del Tirreno spa». È un passaggio che non modifica il controllo della banca eppure non è una partecipazione puramente simbolica: diventa il secondo azionista dopo la controllante (che comunque non btrema, visto che ha l’87,6%. Potrebbe cambiare qualcosa nel risiko degli istituti di credito che si stanno riposizionando? È quel che sta avvenendo soprattutto sul livello più a contatto con il territorio: con l’incremento degli sportelli del Credito cooperativo di Castagneto, con l’attivismo della “Cassa” di San Miniato, con le vicissitudini del gigante Monte Paschi e via dicendo...
L’istituto lucchese – viene fatto rilevare – è «controllato dal gruppo privato ed indipendente della Cassa di Risparmio di Ravenna spa» (presieduto da Antonio Patuelli, ex dirigente di primo piano del Partito liberale). Il controllo è «tramite la sub-holding Argentario», che è in pratica il braccio operativo nella trincea delle partecipazioni negli istituti di credito del gruppo romagnolo (che comprendono anche la "Cassa dei risparmi di Milano e della Lombardia" e la Banca di Imola).
La "Cassa" ravennate ha in pugno una salda quota di controllo della società Argentario (81,6%), nel capitale con una partecipazione del 13,5% figura anche il gruppo Assicurazioni Generali.
Come conferma con orgoglio «da livornese» il presidente Miccoli, l’istituto lucchese aprirà presto una sede «in via Marradi» nel complesso realizzato là dov’era il cinema Metropolitan. Ne parla come del «ritorno di una banca particolarmente legata al territorio livornese». Si aggiunge così una quarta provincia alle tre in cui la banca è già adesso presente con proprie sedi (quella di Lucca con sei sportelli, Firenze con due, Prato con uno).
All’inizio dello scorso mese di marzo è arrivato al timone Fabio Frilli come direttore generale: l’ha deliberato il consiglio d’amministrazione del Banco di Lucca e del Tirreno spa, «anche su indicazione della capogruppo Cassa di Risparmio di Ravenna spa» . Frilli ha alle spalle l’esperienza comne vicedirettore generale vicario della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia spa.
Nel progetto di sviluppo del “Banco”, «concordato fra il Gruppo Cassa Ravenna e la Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno», si mette l’accento su una serie di azioni specifiche. A cominciare da: 1)«mutui agevolati alle fasce meno abbienti con contributo della Fondazione in conto interessi per agevolare l'acquisto di prime case»; 2) «messa a disposizione di plafond di crediti per piccola impresa, impresa femminile e giovanile, start-up, associazioni ed enti di volontariato»; 3)iniziative in tandem con le istituzioni scolastiche «per la educazione al risparmio attraverso ad esempio, libretti per i ragazzi».
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