Il Tirreno

Livorno

IL DRAMMA

«Aiuto ho paura, devo fuggire»

«Aiuto ho paura, devo fuggire»

Donna di 33 anni minacciata dal marito che è ricercato per droga

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LIVORNO. Minacciata con il coltello sotto casa, tramite sms e telefonate, anche anonime. Intimidazioni anche alla sua famiglia, stalking, tormenti continui. Un’angoscia senza fine, che va avanti ormai da tempo, per una livornese di 33 anni, vittima di soprusi da parte del marito, una magrebino coinvolto in storie di droga, padre di suo figlio. La “colpa” della donna sarebbe quella di aver collaborato con la giustizia. Le informazioni da lei fornite alla polizia sono state utili per un’operazione antidroga che ha portato all’arresto di suo marito e di alcuni amici di lui, nell’ambito della vasta operazione della squadra mobile, Dirty call, terminata ad aprile con 56 persone arrestate.

Il problema, però, è che ora il magrebino è latitante e, come da lei stessa denunciato, sta minacciando la donna e i suoi familiari, anche tramite terze persone sue amiche. È per questo che la 33enne s’è rivolta alla polizia per denunciare la sua situazione. La donna ha molta paura perché il marito, come accertato dalla recente inchiesta della squadra mobile, svolta insieme alla Dda di Firenze, sarebbe parte di un vasto giro di droga con varie associazioni a delinquere coinvolte.

Per un periodo la ragazza e suo figlio sono stati inseriti in un programma di protezione dal quale poi sono usciti. Tuttavia, ora la situazione si sta facendo sempre più grave. «Vivo nel terrore - dice - con la paura di morire da un momento all’altro, lui ha persino minacciato di morte nostro figlio».

A conquistare la 33enne, nel 2004 quando aveva 25 anni, era stata la gentilezza di lui, che appariva anche molto premuroso e protettivo. Tuttavia, l’idillio dei primi tempi è presto svanito quando, nel momento in cui lei è rimasta incinta, lui s’è dimostrato aggressivo, picchiandola e cercando di sopraffarla.

Ora la giovane è terrorizzata. Per questo s’è rivolta alla magistratura. Le forze dell’ordine hanno già intensificato i controlli nel suo quartiere, a Shangai. Ma lei da un lato non può più stare lì, perché troppo alto è il rischio, dall’altro non se la sente di mollare tutto: ora ha un altro figlio e vive con il suo nuovo compagno.

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