Gioco
L’accusa di Grassi «Volevano coprire il disastro dei fusti»
L’assessore all’Ambiente: non devono restare in acqua «Grimaldi si sfila? Nuovo tavolo con il Governo»
LIVORNO. «L’impressione che ho avuto è che abbiano cercato di insabbiare il pericolo legato alla caduta dei bidoni tossici in mare. Le mie perplessità derivano dalle prime due mosse: i ritardi nella segnalazione dell’incidente e averlo catalogato come evento ordinario quando invece si tratta di un fatto straordinario e come tale andava gestito con il coinvolgimento fin da subito della Marina militare nelle operazioni di recupero».
L’assessore comunale all’Ambiente Mauro Grassi esce allo scoperto con una certezza che fa nascere più di un timore per il futuro dell’emergenza bidoni: caduti a 35 miglia dalla costa livornese il 17 dicembre dell’anno scorso e non ancora recuperati.
«La Compagnia Grimaldi – dice – cercherà di togliere dal fondale i 95 fusti tossici individuati e poi si ritirerà». Ecco perché – va avanti – «è bene che le istituzioni mettano in chiaro una cosa: i bidoni non dovranno restare in mare. È vero che per adesso i risultati dei campionamenti su acqua e pesci sono confortanti ma è anche vero che più passa il tempo e più i rischi aumenteranno come spiegano i tecnici di Arpat».
L’asse politico sul quale Comune e Provincia cercheranno di fare forza è quello composto da Regione e Ministero. Ecco perché anche ieri si sono intensificati i contatti telefonici tra Grassi e l’assessore regionale Anna Rita Bramerini.
Il primo appuntamento è in agenda domani mattina in Comune quando intorno al tavolo per parlare dell’emergenza bidoni si siederanno lo stesso Grassi, l’assessore provinciale Nicola Nista e il responsabile del Dipartimento provinciale dell’Arpat Stefano Rossi.
«L’obiettivo – spiegano dal Comune – è convocare al più presto un tavolo tecnico con il Ministero per pianificare il recupero dei 102 bidoni ancora in acqua». Intanto domani inizieranno le operazioni di recupero dei fusti mappati. «Da quando sono stati individuati – va avanti Grassi – sono passati più di due mesi. Il mio timore è che la maggior parte dei bidoni si siano aperti facendo uscire i sacchetti che contengono le sostanze tossiche».
L’assessore, infine, ripercorre tutta la vicenda sottolineando gli errori che sono stati commessi nella gestione dell’emergenza.
«La Grimaldi nei giorni successivi all’incidente ci ha presentato l’analisi di rischio e non il piano di bonifica, solo in un secondo momento lo ha fatto, ma ormai l’evento era stato catalogato come ordinario, dunque la responsabilità era del privato che aveva fatto il danno, ma in questo modo, visti i costi troppo alti per la bonifica l’emergenza bidoni rischia di andare a finire come i siti di interesse nazionale dove i problemi di inquinamento non vengono risolti».
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