Gioco
Il presidente Ciampi sul Parco del Mulino «Orgoglio dei livornesi»
Lettera personale del senatore a vita al dottor Daniele Tornar Congratulazioni per il successo del progetto
LIVORNO. Pietro Ciampi ha suonato alla casa dell'amico Daniele Tornar nel pomeriggio, un saluto e poi ha tirato fuori dalla tasca una lettera: «È per te - gli ha detto - te la manda il Presidente, leggila». Il dottor Tornar, una delle anime del "Parco del Mulino", la struttura costruita dai volontari per ospitare ed educare i ragazzi diversamente abili, ha preso tra le mani quella busta col simbolo del Senato della Repubblica. Sì era proprio il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi che scriveva a lui e all'associazione livornese delle persone down. «Non riuscivo a capire - racconta emozionato Tornar - ero disorientato, poi, leggendo, mi sonocommosso».
Un passo indietro. Quando Ciampi era ancora in carica, suo nipote Pietro Ciampi gli aveva raccontato di quella idea di costruire il Parco del Mulino, una vasta area verso Banditella, dove pensavano di realizzare un centro di accoglienza, di socializzazione e di formazione per i ragazzi down. Sembrava una follia e in tutti questi anni hannodovuto affrontare difficoltà non certo piccole, superate solo grazie alla solidarietà della città e, soprattutto, alla grande testardaggine. Oggi il Parco del Mulino è una realtà, molti progetti sono ancora sulla carta, ma l'attività funziona a pieno ritmo.
E Carlo Azeglio Ciampi che a Livorno ha lasciato sempre il cuore, non ha mai smesso di chiedere al nipote di come andassero le cose. Così, dopo anni, quando s'è convinto che quelle idee erano ormai diventate un centro operativo, ha preso carta e penna per una breve lettera: «La realizzazione è semplicemente straordinaria, ben al di sopra di quanto potessi prefigurarmi», scrive Ciampi, «un progetto ambizioso nelle finalità e intelligente nella concezione fa di questa realizzazione a un tempo un polo di eccellenza e un esempio di buon governo. E tuttavia - aggiunge - questi aspetti di grande rilevanza, non sono quelli che rendono così straordinaria l'impresa».
Ciampi spiega che la «straordinarietà sta, innazitutto, nella passione e nell'amore che l'hanno ispirata, sta nello spirito generoso e disinteressato che ha mosso coloro - Lei per primo caro dottor Tornar - che hanno intrapreso l'opera pur non ignorandone le difficoltà, prime fra tutte quella costituita dal pesante impegno finanziario». Il presidente emerito non può fare a meno di ricordare che «in un Paese in cui le opere pubbliche sono cronicamente afflitte da tempi di realizzazione che si dilatano oltre ogni ragionevole termine, dove vergognosamente elevata è l'incidenza di quelle incompiute, quel che siete stati capaci di fare ha, anche sotto questo aspetto del prodigioso». Le ultime frasi di Carlo Azeglio Ciampi sono dedicate alla terra natia: «Lasci che le manifesti, seppure sommessamente non avendo personalmente alcun merito, il mio orgoglio di livornese per una iniziativa che fa onore alla Città e alla sua comunità. Un'iniziativa che è testimonianza concreta dei vincoli di solidarietà che legano i suoi membri; una manifestazione di quello spirito illuminato della civiltà di cui la nostra amata Livorno ha saputo dare costantemente prova nel corso del tempo».
Daniele Tornar non nasconde la sorpresa e la gratitudine per la lettera del Presidente: «È un riconoscimento grande e appassionato a tutti coloro che hanno reso possibile questo nostro sogno di genitori, sono parole che ci danno più forza per andare avanti». Al “nostro” Carlo Azeglio Ciampi solo poche parole: «Grazie, un grande grazie da livornese a livornese. E, per quando vorrà e potrà, un arrivederci».
Andrea Lazzeri
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