Sicurezza
«Faremo lo sciopero dell’ambulanza»
La Misericordia di Antignano: dateci un terreno, vogliamo costruirci una nuova sede. Il vescovo: «Il Comune li aiuti»
LIVORNO. Scioperano o hanno scioperato le tute blu e gli impiegati, così come i controllori di volo e i ferrovieri, ma anche gli autisti del bus e le prof a scuola. Adesso minacciano di farlo anche i volontari della Misericordia di Antignano: uno “sciopero dell’ambulanza” come ultima frontiera della protesta per farsi ascoltare dalle istituzioni cittadine. E, siccome si tratta di gente che è abituata a rimboccarsi le maniche anziché chiedere per sé, dev’essere il segno che il mugugno viene da lontano: da una esasperazione di rapporti che non nasce ieri.
Il malessere è saltato fuori alla inaugurazione della nuova ambulanza in agenda giovedì sera nella piazzetta di Antignano davanti al quartier generale dell’arciconfraternita antignanese.
Non è stata soltanto una festa o un taglio del nastro: una sbicchierata magari in nome dell’orgoglio di volontari che si spendono ogni giorno per dare una mano ai cittadini più fragili. Già in quell’incontro è emerso che qualcosa non andava: basti dire che è stato esplicitamente sottolineato che, fra le autorità locali, era stato invitato solo il vescovo Simone Giusti, proprio per marcare il disappunto nei riguardi delle altre realtà istituzionali civili.
Qual è la ragione di tutto questo mal di pancia dei volontari dell’arciconfraternita antignanese? È la “patata bollente” relativa alla nuova sede: ormai da anni e anni va avanti il ping pong per dare a questa associazione di volontari un nuovo tetto. Loro stessi per primi si rendono conto quanto sia difficile la convivenza con le famiglie che abitano nella zona della piazzetta. «Abbiamo sette ambulanze, – affermano – sappiamo bene che sottraggono una dozzina di posti auto agli abitanti dei dintorni. Senza contare che qui dentro noi non abbiamo spazi sufficienti». E questo significa anche non poter fare il servizio notturno, e via mugugnando...
La soluzione è la costruzione della nuova sede: da anni è prevista a Banditella, a un passo dal campo di calcio e dalla chiesa. Sì, ma il Comune non ha nessuna intenzione di cedere gratis il terreno e i volontari antignanesi, che devono spendere quasi due milioni di euro per i lavori, non ce la fanno a reggere il costo anche del terreno.
Risultato: tutto fermo. Anche perché – affermano i volontari – ad altre realtà del volontariato sociale «il Comune è andato giustamente incontro offrendo il terreno in comodato d’uso». Non è tutto: i volontari spiegano che la loro storia lunga 120 anni è legata a un territorio, non avrebbe senso cercare una localizzazione chissà dove, senza più legami con le proprie radici antignanesi.
Il vescovo Giusti ha preso a cuore la cosa ed è sceso in campo: «Non è pensabile che i volontari della Misericordia di Antignano debbano essere costretti a rimanere in quella sede così come non è pensabile che siano equiparati a palazzinari che acquistano terreni per lucrarci sopra: fanno un servizio sociale».
Il monsignore-architetto sottolinea che non mancano le realtà alle quali il Comune ha affidato l’uso di Se il Comune ha intenzione di ricavare soldi da quel terreno in Banditella se ne trovi un altro in una zona non lontano da lì. È una cosa da tenere ben presente negli strumenti urbanistici adesso o qunado si farà il nuovo Prg: la cosa va risolta».
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