Gioco
Se i fusti restano sul fondo sono come una bomba
Fallito il tentativo di individuare gli altri 102 fusti tossici dispersi dall'Eurocargo Venezia. L'allarme di Arpat: gli inquinanti contamineranno la catena alimentare. Al via le operazioni degli altri 95 individuati
di Federico Lazzotti
LIVORNO. Ci sono 102 fantasmi blu carichi di sostanze tossiche abbandonati nei meandri dei nostri fondali che potrebbero trasformarsi a breve in una bomba ecologica, capace di compromettere l’ecosistema di buona parte del Mar Tirreno e di conseguenza l’economia legata a pesca e turismo. Per capire la misura del pericolo che riguarda i 198 bidoni dispersi in circostanze ancora poco chiare la notte del 17 dicembre scorso dall’Eurocargo Venezia a 35 miglia da Livorno, a nord dell’isola di Gorgona, è necessario andare a rileggere il dossier intitolato “Rischi” che Arpat ha redatto nel mese di febbraio, quando il recupero dei fusti era «una questione di giorni».
Nel documento, i tecnici dell’Agenzia regionale spiegano come il rischio contaminazione «potrebbe diventare più consistente se il carico in fondo al mare, che si presume contenga la gran parte dei fusti dispersi, dovesse rimanervi a lungo». Quella che ieri sembrava un’ipotesi lontana, oggi è invece diventata realtà e all’orizzonte non sembra esserci una soluzione certa. Colpa del buco nell’acqua della società Castalia, incaricata da Grimaldi di recuperare i fusti, che nell’ultima campagna di monitoraggio, conclusa lunedì a bordo della nave Sentinel, non è riuscita ad individuare i 102 bidoni ancora dispersi.
Che cosa potrebbe succedere adesso al mix di metalli pesanti di nichel e molibdeno sul fondo, lo spiegano gli stessi tecnici di Arpat: «Prima o poi, per l'aggressività dell'ambiente marino, la tenuta dei fusti e dei sacchi – si legge – verrà meno, con conseguente rilascio di una quantità rilevante e concentrata di materiale inquinante. In questo caso gli effetti sull'ambiente e la biodiversità potrebbero essere gravi, per la presenza in quell’area di una rilevante nursery di naselli, e per l'interessamento della zona della riserva marina, santuario dei cetacei». Ecco perché all’indomani del fallimento della campagna e a pochi giorni dal via di quella che dovrebbe portare al recupero dei 95 bidoni individuati (uno è stata recuperato a marzo durante una pescata scientifica) e del loro contenuto, è scoppiata il caos. Soprattutto perché Grimaldi – almeno fino a ieri – non ha spiegato se e come cercherà di individuare i fusti fantasma.
Il piano di recupero. Intanto la capitaneria di porto di Livorno ha reso noto che lunedì 4 giugno, partiranno le operazioni della nave Sentinel che effettuerà i test finali riguardanti i sistemi di recupero e le simulazioni fuori dal porto di Civitavecchia. Altre prove tecniche sono già in corso di esecuzione in queste ore. Il recupero si svolgerà secondo il piano che prevede il posizionamento sul fondo del mare, di cassoni metallici stagni dentro i quali, nel numero di 6 per volta, saranno inseriti i fusti che poi saranno ermeticamente sigillati e trattenuti a bordo, su un apposito pontone che fornirà assistenza alla Sentinel per il successivo diretto conferimento nel porto di Livorno a ditta specializzata per l’idoneo smaltimento.
La costruzione dei contenitori è stata attentamente seguita dal Registro Italiano Navale che ne ha certificato la robustezza strutturale e la tenuta stagna. Le operazioni a mare si potrarranno probabilmente fino al 12 luglio e per questo motivo la capitaneria ha emesso un'apposita Ordinanza di polizia marittima con interdizione di un tratto di mare di 2,5 miglia di raggio interessata dalle operazioni.
Per quanto riguarda il monitoraggio ambientale, venerdì 1 giugno si è svolta la prevista battuta di pesca scientifica nell’area di dispersione dei fusti; sono in corso le analisi sul pescato catturato. Le operazioni di recupero sono attentamente seguite dalla Capitaneria: bordo dell’unità è infatti imbarcato anche un Ufficiale della Guardia Costiera ed un militare del Reparto Ambientale Marino del Comando Generale delle Capitanerie.
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