Il sindaco non si presenta al vertice sul bilancio
Segnale politico di Cosimi ai vendoliani dopo le tensioni con Ghilarducci Ma l’assessore Nebbiai dovrebbe incassare il voto favorevole sulla manovra
LIVORNO. Il sindaco Alessandro Cosimi ha deciso di non partecipare alla riunione della maggioranza di governo che mercoledì, a Palazzo Civico, è andata a avanti fino a tarda sera.
Un segnale politico chiaro, visto che al tavolo della discussione, oltre ai rappresentanti del Pd e di Livorno Città Aperta (una delle lista che hanno sostenuto Cosimi alle amministrative) c’erano anche i vertici di Sinistra Ecologia e Libertà. Compreso il segretario provinciale, Andrea Ghilarducci, che negli ultimi giorni ha criticato pubblicamente il sindaco, annunciando a più riprese la rottura dopo la votazione del bilancio di previsione e invocando le elezioni anticipate (nel 2013, con le politiche).
Cosimi mercoledì pomeriggio avrebbe dovuto incontrare i vertici regionali del partito di Vendola, che hanno raggiunto il Comune per un confronto (acceso, stando agli scambi di battute che si avvertivano nel corridoio al primo piano) con i loro rappresentanti livornesi. Il faccia a faccia, a quanto risulta, è saltato per un impegno imprevisto del coordinatore regionale di Sel, Giuseppe Brogi. E forse è anche per il chiarimento mancato che il sindaco - in un clima già tesissimo - ha scelto di lanciare un messaggio politico chiaro disertando la riunione di maggioranza in programma sul bilancio.
C’erano il vicesindaco Bruno Picchi, l’assessore Valter Nebbiai, il presidente del consiglio Enrico Bianchi, il segretario del Pd Yari De Filicaia e il capogruppo Massimo Gulì. Poi Marco Solimano (Livorno Città Aperta) e per Sel Andrea Ghilarducci, Susanna Mainardi e Lamberto Giannini.
Dopo qualche frizione iniziale, la discussione sul bilancio è riuscita comunque a decollare «in un clima costruttivo e di riflessione», per dirla alla De Filicaia. «È evidente – ripete il segretario del Pd – che negli ultimi giorni si è creato un clima di tensione, la prossima settimana ci sarà un passaggio con i vertici regionali». Ma sul bilancio, «insieme agli alleati proporremo al sindaco un documento a sostegno della manovra, dove si sottolineano le difficoltà a cui devono fare fronte gli enti locali e insieme si puntualizzano alcune questioni emerse nel confronto tra i partiti». La prima è la richiesta di ridimensionare, nel rispetto dei contratti e della normativa, i premi ai dirigenti.
Poi alcune «garanzie» a cui Ghilarducci dice di vincolare il voto favorevole di Sel a fine giugno. Voto che comunque appare scontato, «perché non ci prenderemo la responsabilità di fare arrivare il commissario prefettizio». Un esempio? Le farmacie: «Siamo contro la vendita – dice Ghilarducci – e chiediamo di fare di tutto per non arrivarci. Ma in quel caso il ricavato sia usato per investimenti e non per spese correnti». Poi la cultura («più soldi al Goldoni») e il sociale, con il contributo agli affitti.
«La riunione – chiude il capogruppo Giannini – è andata bene dal punto di vista tecnico. Nebbiai è stato dialogante e ha capito le nostre perplessità sulla manovra, che in generale è ben impostata. Ma non diamo false illusioni: si va avanti fino al bilancio, poi per me è chiaro cosa accade. Se Idv non torna in maggioranza usciamo noi. Il sindaco non si è presentato per scelta chiara e non lo registriamo come un segnale positivo».
Juna Goti
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