Gioco
Neri contro Fremura «Caro Silvio, è un attacco ingiusto»
«La mia impresa affronta a viso aperto la concorrenza sui mercati internazionali: lavoriamo in mezzo mondo»
LIVORNO. A Piero Neri non è andato giù il fatto che, nella relazione da presidente uscente degli agenti marittimi, Silvio Fremura abbia attaccato l’azienda Neri: lo dice precisando che non è una guerra fra le dinastie imprenditoriali cittadine («con Marcello ho rapporti cordiali, le nostre famiglie hanno proficuamente collaborato»).
Ma prima di ogni risposta per le rime tiene a sottolineare di esser rimasto «fortemente colpito, direi meravigliato, dalle manifestazioni di affetto con cui i gigliesi hanno salutato le nostre maestranze al termine del lavoro sull’isola per bloccare la minaccia di inquinamento rappresentata dal Costa Concordia». E aggiunge: «Ora facciamo a chi lavorerà sul relitto i migliori auguri nell’interesse di quella gente che ci ha salutato con affetto».
Nel mirino della sua replica è il fatto che Fremura ha contestato l’alto costo del servizio dei rimorchiatori: accusa alla quale Neri ha sempre ribattuto dicendo che 1) la conformazione del porto richiede un numero di rimorchiatori maggiore che altrove; 2) il servizio non è obbligatorio ed è utilizzato da una nave su tre, dunque è su quella quota che si suddividono i costi fissi.
Neri dice di voler «rispondere a una esternazione del past president di Asamar semplicemente ricordandogli che l’azienda Neri già da illo tempore ha oltrepassato le colonne d’Ercole sia dell’esclusività che geografiche, tant’è che si è trovata a competere, vincere e lavorare con soddisfazione in diverse località del mondo. Tra queste cito il Venezuela, il Messico e, non ultima, l’Angola, dove abbiamo recentemente vinto una gara internazionale per fornire servizi di rimorchio ad un importante terminale petrolifero per 5 anni».
Le accuse relative al fatto che la ditta Neri non ha avuto il recupero del Concordia al Giglio? «Quella gara – afferma – è andata come tutti sanno, non certamente per l’eccessiva onerosità dell’offerta, visto che è risultata essere inferiore di più di 50 milioni di dollari, ma per altre considerazioni». E infine: «Tutte queste dinamiche e meccanismi di valutazioni di una gara sono cose ben chiare a chi è veramente imprenditore».
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