Sicurezza
Pd isolato, Cosimi sempre più a rischio
Clamoroso ko dei democratici in commissione. Il sindaco: voglio restare fino al 2014 ma se non ci saranno i numeri...
LIVORNO. Le facce tese e l’andirivieni di ieri mattina tra le stanze di Palazzo Civico hanno detto più del ko incassato dal Pd in commissione: il presidente della sette che si occupa di cultura, turismo e sport - non proprio il niente per una città come la nostra - da ieri non è più un rappresentante della maggioranza. Almeno stando all’interpretazione che sindaco e Pd danno della parola maggioranza: forza di governo di cui non fa parte Idv (a dirlo c’è il ben servito rifilato al vicesindaco Luca Bogi ).
In commissione Idv e Sel hanno votato con Pdl e Udc, così il dipietrista Lorenzo Del Lucchese ha vinto la sfida col democratico Michele Martorano. Alleanza cercata - «inciucio» per dirla alla Gulì - o casuale comunione di intenti poco importa. Fatto sta che per il primo partito della città e, soprattutto, per Alessandro Cosimi, quello che è accaduto accende più di una spia rossa. Il rischio, tra un litigio e l’altro, è di non avere più i numeri per governare davvero. Anche se il sindaco ripete con forza di volere andare avanti fino al 2014.
Il problema non è tanto la perdita di una commissione, quanto quello che potrebbe accadere in consiglio. In aula ci sono 40 consiglieri, il Pd ne ha 21 più il sindaco. La necessaria maggioranza (nonostante il frequente appoggio di Gianfranco Lamberti) è in bilico. Tanto più se si considerano i mal di pancia nel gruppo che ieri sera è stato riunito dal segretario Yari De Filicaia. È lo stesso De Filicaia, come riportiamo nell’articolo in basso, a lasciarsi scappare che «ho perplessità anch’io che esista ancora una maggioranza». Andrea Ghilarducci (Sel) spinge verso il voto anticipato e dice a chiare lettere che «il problema è che non c’è più una guida, il problema è il sindaco». Chissà come prenderà Cosimi le parole che Ghilarducci pronuncia subito dopo: «Spesso non condivido il comportamento di Romano, anzi lo censuro, ma non giustifico un sindaco che in conferenza dei capigruppo gli dice “ti dò du’ manate”. Diaz, Nannipieri, Benveuti, Raugi non lo avrebbero mai fatto». Marco Taradash (Pdl) ci va a nozze: «Vorremmo capire qual è la maggioranza, vogliamo garanzie di tenuta rispetto alla votazione di un bilancio delicatissimo». Nessuno, nel centrosinistra, vuole che arrivi il commissario prefettizio. Ecco perché il voto sul bilancio atteso per fine giugno dovrebbe filare liscio (o quasi).
Ma dopo? Ci saranno i numeri per governare? «Io dico di sì – risponde Cosimi – se così non fosse ne prenderò atto, ma sia chiaro che ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Ho rinunciato a ogni ambizione per portare a termine i progetti che servono a questa città, dal piano regolatore del porto al piano strutturale: resto fino al 2014, vedremo dopo chi sarà premiato». E ai vendoliani: «Ghilarducci negli ultimi mesi ha chiesto che i partiti avessero un ruolo forte, eludendo sempre il confronto col sindaco. Domani riunisco la maggioranza: venga e dica cosa pensa, perché francamente non ho ancora capito cosa ci imputa. Coinvolgerlo è sempre difficile: se pensa che il problema sia il sindaco ne tragga le dovute conseguenze».
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