Attenzione
Imu, la parola passa ai Comuni
Una prima mappa delle amministrazioni che hanno già deciso l’aliquota dell’imposta
A questo primo "giro" le aliquote Imu saranno uguali per tutti: quelle decise dal governo, e cioè 4 per mille sulla rendita catastale della prima abitazione e 7,6 per le seconde case. Ma ora la palla passa ai Comuni che possono scegliere aliquote diverse: per le prime case è prevista un'oscillazione di due punti in più o in meno rispetto al dato del governo (quindi si va da un minimo del 2 a un massimo del 6 per mille), mentre per le seconde abitazioni la forbice può essere di tre punti in su o in giù (e dunque dal 4,6 al 10,6). I conti veri si faranno perciò con il conguaglio di dicembre. Molte amministrazioni hanno già deciso, altre stanno decidendo in questi giorni (il bilancio di previsione va approvato entro il 30 giugno), ma quelle dove si è appena votato sono ancora al palo. Campiglia al momento è il Comune che ha stabilito l'aliquota più alta per la prima casa - 6 per mille -, Castagneto quella più bassa: 2,9. Molte amministrazioni distinguono poi tra abitazioni sfitte e locate in modo da scoraggiare chi tiene le case vuote e c'è anche chi premia i contratti a canone concordato. Vediamo dunque qua è la situazione, con l'avvertenza che il quadro è ancora provvisorio.
Livorno ha scelto una strada tutta sua: anziché fissare delle aliquote ha stabilito uno "spread", nella convinzione che il governo possa aumentare la base dell'Imu: per la prima abitazione i livornesi pagheranno +1,8 per mille rispetto alle percentuali "standard"; per le seconde case + 3. Quindi se le cose resteranno così, le aliquote saranno del 5,8 e del 10,6 per mille, ma se a livello nazionale dovessero esserci modifiche al rialzo, il Comune si è già messo al riparo.
A Prato il bilancio di previsione non c'è ancora ma si è deciso di mantenere le quote nazionali: quindi 4 e 7,6 per mille. Firenze lascia la prima casa al 4 ma porta le seconde residenze al 10,6, cioè il massimo. La proposta del Comune di Pisa è più articolata: 4 per mille per l'abitazione principale; 10,6, per le case sfitte, 8,2 per quelle affittate. Il comprensorio della Val dera mantiene l'aliquota prima casa al 4 per mille con l'eccezione di Bientina che la porta al 4,5 e di Crespina che l'abbassa al 3. Per le seconde case a Pontederasi pagherà il massimo, cioè il 10,6 per mille.
Lucca, dove si è appena insediato il nuovo sindaco Alessandro Tambellini, non ha ancora deciso niente, così come Altopascio. Castelnuovo e Bagni di Lucca mantengono le aliquote base; Borgo a Mozzano porta invece al 10 per mille tutto ciò che non è prima abitazione (uffici compresi). A Montecarlo l’aliquota prima casa balza al 5 per mille - (10, 6 le seconde case sfitte, 9,6 quelle affittate e 8,6 quelle a canone concordato). Anche Capanno ri ha fissato il 10,6 sulle seconde case.
In Versilia gli unici comuni ad aver scelto sono Seravezza - 4 per mille sulla prima casa e il 10,6 su tutti gli altri immobili, compresi quelli sedi di attività produttive - e Massarosa con il 4,5 per la prima abitazione e il 10,6 per il resto. Tutto in alto mare a Viareggio a causa della crisi di maggioranza.
Nessuna decisione nemmeno a Pistoia, dove la giunta Bertinelli è in carica da pochi giorni. La Valdinievole invece ha concordato aliquote valide per tutto il comprensorio: Imu al 5,5 per mille per la prima casa, al 9,6 sulle seconde abitazioni affittate e al 10,6 su quelle sfitte.
A Empoli per la prima casa si oagherò il 4,8; sulle seconde si pagherà l'8,7: per le abitazioni in affitto a canone concordato si scende però al 7,6 per mille.
Piombino porterà al 5 per mille l'aliquota sulla prima casa e al 10,6 quella sulle seconde abitazioni sfitte; chi ha affittato con contratti di locazione residenziale, poi, pagherà l'8 per mille, mentre chi ha stipulato contratti a canone concordato soltanto il 6, la stessa percentuale di chi dà le abitazioni in comodato gratuito ai parenti. Cam piglia è forse l'unico Comune, almeno al momento, ad aver stabilito un'aliquota al 6 per mille per la prima abitazione, esattamente quanto paga per la seconda casa chi affitta a canone concordato.
Per Carrara, dove la giunta è stata appena ufficializzata, non ci sono ancora decisioni ma il sindaco ha già fatto sapere che non ci saranno cambiamenti sull'aliquota della prima casa, che resta dunque al 4 per mille. Massa forse decide oggi: per la prima casa si pagherà il 4, per le seconde case sfitte invece si arriva al massimo: 10,6, ma per chi affitta a canone di mercato si scende all'8,9. Altre agevolazioni per i canoni concordati.
Grosseto ipotizza il 4,4 per la prima casa (e il 7,6 per le seconde) mentre Castiglione ha già deciso: 4,4 per la prima abitazione, 9,6 per gli immobili sfitti. Per Cecina si prevede per la prima casa il 4, per le seconde abitazioni sfitte il 10,6 per mille; per quelle affittate il 7,6 fino a scendere addirittura al 4,6 per chi affitta a canone concordato. Imu "stracciata" a Castagneto: 2,9 per mille sulla prima casa, 5,8 per gli affitti di mercato e 4 per il canone concordato. (g.v.)
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