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Terreni tossici a Colle si teme la contaminazione

Terreni tossici a Colle si teme la contaminazione

I primi risultati dell’Arpat dopo l’incendio del 16 maggio alla fonderia Gelli: valori di idrocarburi superiori alla soglia di legge. Subito nuove analisi

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LIVORNO. Il consiglio dato due settimane dal sindaco Bacci di non usare prodotti ortofrutticoli coltivati in un raggio di 600 metri di distanza dalla fonderia Gelli, oggi potrebbe diventare una vera e propria ordinanza. I risultati delle analisi dell’Arpat sul terreno circostante la fabbrica di via Dei Poggi infatti hanno dato l’esito che nessuno sperava: valori di idrocarburi e di idrocarburi policiclici aromatici superiori alla soglia di contaminazione che la legge 152 del 2006 prevede per il verde pubblico, privato e residenziale.

Superiori di quanto, per adesso, l’Arpat non lo dice. Ma non nasconde che c’è un timore chiamato contaminazione diffusa. «Contaminazione diffusa nella zona intorno alla fonderia e correlabile con l'incendio». Contaminazione diffusa dei terreni creata dalla combustione dell’olio avvenuta nella notte tra il 16 e 17 maggio. Contaminazione diffusa di sostanze a cui l’istituto superiore della sanità attribuisce «cancerogenicità sperimentalmente mostrata».

E’ per questo che l’Arpat ha immediatamente deciso di effettuare nuovi test, come prevede la procedura, prelevando campioni di terreno in altri punti individuati intorno alla fonderia. I risultati saranno pronti a metà della prossima settimana. Ma intanto è probabile che oggi il Comune di Collesalvetti emani un’ordinanza per vietare - temporaneamente - l’uso di prodotti coltivati in un’area di 600 metri a nord ovest, in direzione Vicarello, rispetto alla fabbrica.

Il superamento della soglia di legge dei valori di idrocarburi e idrocarburi policiclici aromatici nel terreno rappresenta un allarme importante per la salute di chi dovesse mangiare prodotti contaminati. Come sottolinea l’istituto superiore di sanità, gli idrocarburi policiclici aromatici sono composti organici che si trovano ovunque, la cui presenza negli alimenti può essere dovuta (oltreché da una sbagliata cottura) da contaminazione ambientale: l’interesse sanitario è legato alla cancerogenicità sperimentalmente mostrata da vari di essi, e in particolare dal benzopirene, il più diffuso di essi.

Va detto che il legame tra l’incendio e la presenza di valori oltre i limiti nel terreno non è dimostrato. I nuovi e il livello di superamento della soglia diranno meglio in quali dosi è avvenuta la contaminazione.

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