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La metamorfosi di Lucarelli Creditore e garante in 3 giorni
LIVORNO. Un giorno garante per 330mila euro e sei mesi più tardi creditore della stessa Cooperativa per 1,1 milioni di euro. Il rapporto tra Cristiano Lucarelli e il Corriere di Livorno è un’altalena...
LIVORNO. Un giorno garante per 330mila euro e sei mesi più tardi creditore della stessa Cooperativa per 1,1 milioni di euro. Il rapporto tra Cristiano Lucarelli e il Corriere di Livorno è un’altalena di investimenti, emozioni, parentele , scontri e passioni simile a quella tra un padre padrone e la sua creatura e per questo è difficile chiudere tutto nei tre anni e due mesi durante i quali il quotidiano è rimasto in edicola, visti anche i due procedimenti, uno penale e l’altro parafallimentare ancora in corso a un anno e mezzo dal game over.
Due milioni di euro investiti, tre direttori cambiati, le luci della ribalta del primo calciatore editore della storia e il buio di trecento mila euro richiesti dai dipendenti come stipendi arretrati e ad oggi mai versati da chi ha scritto il libro “Tenetevi il miliardo”.
Ma la metamorfosi sul ruolo dell’ex bomber amaranto nei confronti della Adriano Sisto, emerge confrontando l’ultimo bilancio della Cooperativa editore del quotidiano e il decreto ingiuntivo depositato dai legali della stamperia di Imola dove il Corriere veniva prodotto.
È il 29 gennaio 2010 quando l’ex bomber amaranto su richiesta della Galeati Industrie grafiche sottoscrive una lettera fideiussoria con cui si impegna a garantire, per la Adriano Sisto, il pagamento alla stamperia «fino all’importo di 330mila euro» e spiccioli.
Sei mesi e mezzo più tardi, è il 16 luglio – almeno così riporta il verbale dell’assemblea ordinaria allegata al bilancio della Coop e che ha fatto scattare l’indagine della Procura – si sarebbero riuniti nella sede della società, in piazza Attias, i componenti del consiglio di amministrazione per «approvare il bilancio relativo all’indirizzo sociale chiuso al 31/12/2009. È in fondo a pagina dieci del documento che spunta al capitolo debiti il nome di Cristiano Lucarelli per un milione e 131mila euro.
Tre giorni più tardi, siamo al 19 luglio, sono i legali della stamperia a ricordare all’attaccante la sua veste di garante per la Adriano Sisto e i debiti accumulati nell’ultimo anno e mezzo. Nonostante i ripetuti solleciti, infatti, il piano di rientro pattuito a gennaio, sarebbe stato onorato solo in parte, con il pagamento delle rate fino ad aprile. Nonostante la diffida presentata dagli avvocati fino a settembre la situazione non si sblocca.
Solo allora due mesi prima della chiusura del giornale, la Adriano Sisto e lo stesso Cristiano Lucarelli comunicano a Galeati «l’imminente pagamento delle restanti rate». Ma anche in questo caso l’accordo non sarebbe stato rispettato, tanto che i legali della stamperia l’11 novembre 2010 hanno presentato al Tribunale civile di Bologna, alla sezione distaccata di Imola, un ricorso con decreto ingiuntivo nei confronti di Lucarelli e della Coop allegando alla richiesta conti, comunicazioni e assegni protestati e mai incassati.
Al termine dell’atto c’è il totale del debito residuo da incassare, poco più di 275mila euro e il contributo unificato di 440mila euro, la stessa cifra che compare nello stato passivo presentato al giudice dal liquidatore alla voce stamperia Galeati. (f.l.)
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