Gioco
Un lager per animali nel cortile di casa
Scoperto dai carabineri a Nugola, a un cane è stato necessario amputare una zampa. Due fidanzati nei guai
LIVORNO. Sette cani e due gatti dentro a un recinto di tre metri per quattro: disidratati, feriti e talmente denutriti da essere costretti a lottare e a ferirsi per accaparrarsi i loro stessi escrementi al posto del cibo.
È questa la fotografia che i carabinieri si sono trovati di fronte mercoledì pomeriggio quando con in mano un decreto di perquisizione firmato dal giudice hanno bussato alla porta adiacente al cortile lager, in mezzo alla campagna di Nugola. Nei guai, per il momento, sono finiti una coppia di fidanzati livornesi di 22 e 26 anni denunciati con l’accusa di maltrattamenti. Mentre i nove animali sono stati liberati dal recinto e trasportati in una clinica veterinaria nella quale sono stati curati. «Le loro condizioni – fanno sapere – sono complicate ma dovrebbero cavarsela».
Per capire l’inchiesta sul cortile lager è necessario però raccontare quello che è successo all’inizio dell’anno, quando alcuni volontari dopo le segnalazioni da parte dei vicini della coppia hanno costretto i proprietari a farsi consegnare un cane ferito. Kira, questo il nome della femmina di pastore maremmano, aveva una grave lesione alla zampa, tanto che il veterinario della clinica di Ardenza che l’ha curata, non ha potuto fare altro che amputare l'arto per evitare conseguenze peggiori.
Evidentemente volontari e vicini hanno continuato a monitorare le condizioni degli animali e vedendo che il trattamento, se possibile, andava peggiorando, hanno deciso di rivolgersi ai carabinieri di Ardenza. «Ci hanno spiegato – raccontano i militari – che nel recinto di un'abitazione di Nugola si trovavano alcuni animali in cattive condizioni, per questo siamo andati a verificare la fondatezza della notizia anche se, a causa della recinzione, non era possibile avvicinarsi più di tanto».
I carabinieri hanno comunque avuto modo di constatare che la situazione era ben peggiore di come era stato loro riportato: gli animali vivevano e mangiavano fra i loro stessi escrementi, non di rado lottando selvaggiamente per accaparrarsi il poco cibo disponibile. Raccolte le prove con tanto di fascicolo fotografico e compilata l'informativa, hanno chiesto un decreto di perquisizione alla Procura, che è stato eseguito mercoledì. Una volta all'interno del giardino, la situazione è apparsa in tutta la sua gravità: gli animali erano sporchi e disidratati, una cagna era stata morsa ad una zampa posteriore e la ferita si era infettata.
«Abbiamo chiesto aiuto ai volontari – proseguono gli inquirenti – che si sono presi cura degli animali». I sette cani e i due gatti sono stati visitati e medicati dal Federico Guidi e dai suoi collaboratori, nell'ambulatorio veterinario Acquaviva. E ora sognano di dimenticare quel cortile lager.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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