Gioco
Precipita dal pennone, muore a 29 anni
La nave scuola era diretta verso Civitavecchia quando il nocchiere è caduto nel vuoto. Inutile il trasferimento in elicottero
LIVORNO. Davanti all’ingresso dell’ospedale di Civitavecchia chi entra in divisa guarda in basso e si toglie il cappello bianco. Cammina e sembra ripetere il motto di chi ha frequentato l’università del mare: «Non chi comincia, ma quel che persevera». Sulla prima croce nella storia della nave scuola Amerigo Vespucci, simbolo e ambasciatrice della Marina militare Italiana, c’è scritto il nome di Alessandro Nasta, ventinove anni compiuti lo scorso 13 aprile, originario di Brindisi e nocchiere di professione.
Ieri a mezzogiorno stava scendendo dal pennone maestro per salire sulle sartie quando ha perso la presa ed è volato giù dall’alberata. «Durante quel tipo di operazione – spiegano gli addetti ai lavori – ci si è appena staccati dall’imbracatura e si deve proseguire slegati».
Nessun paracadute, dunque per impedire un volo di una trentina di metri che è finito sul ponte di coperta.
In quel momento la Vespucci, partita la sera precedente dal porto di La Spezia e diretta a Venezia per imbarcare gli allievi della scuola “Morosini” e portarli a Livorno, era a una quarantina di miglia dal porto di Civitavecchia, nelle acque che si affacciano davanti al Promontorio dell’Argentario.
All’infortunio ha assistito buona parte dell’equipaggio, circa 270 elementi, senza i cadetti dell’Accademia di Livorno che saliranno solo al ritorno da Venezia per iniziare la campagna annuale.
Il sottocapo nocchiere di terza classe Nasta, in servizio sulla Vespucci dal gennaio 201 ricopriva l’incarico di addetto al servizio marinaresco. «Non era sposato – spiega chi lo conosce ed aveva lavorato per un anno anche sulla nave Palinuro». A bordo della Vespucci, nel tentativo di salvargli la vita, è arrivato un elicottero dei vigili del fuoco che ha trasportato il ferito d’urgenza all’ospedale di Civitavecchia. Il ventinovenne è morto intorno alle 13,50, prima che i medici potessero organizzare il trasferimento al policlinico Gemelli di Roma. «Troppo gravi le lesioni causate dal volo dall’albero maestro», fanno sapere i medici.
Su quello che è stato archiviato come «infortunio sul lavoro», la Procura di Civitavecchia ha aperto un’inchiesta per accertare le cause. Non è escluso, dunque, che la nave possa essere anche sequestrata per effettuare i rilievi necessari per ricostruire l’incidente.
Dalla Marina Militare fanno sapere che la caduta è avvenuta mentre il militare «svolgeva attività marinaresca sull’alberatura di maestra della nave». Il giovane, dunque, sarebbe precipitato da uno dei pennoni.
L’Amerigo Vespucci è arrivata ieri sera nel porto di Civitavecchia con la bandiera a mezzasta. L’idea – confermano i vertici della Marina – sarebbe quella di ripartire il prima possibile per arrivare in tempo.
Intanto il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi ha scritto un telegramma al Comandante dell’Accademia Navale Giuseppe Cavo Dragone.
«Esprimo – si legge – a nome dell'Amministrazione e della città il più profondo cordoglio per la morte del giovane marinaio Alessandro Nasta, avvenuta a bordo della nave scuola Vespucci nel corso di una delle tante missioni che portano onore alla città e la fanno conoscere nel mondo. Mi associo al dolore della famiglia e dell'Istituto Militare in questo drammatico momento».
Cordoglio anche del sindaco della Spezia Massimo Federici per la morte del marinaio dell'equipaggio della nave scuola Amerigo Vespucci in navigazione tra La Spezia e Civitavecchia. Federici ha inviato un messaggio al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Ammiraglio di Squadra Luigi Binelli Mantelli e al Comandante in Capo del Dipartimento dell'Alto Tirreno Ammiraglio di Squadra Andrea Toscano per porgere a nome della città della Spezia le vicinanza e il cordoglio alla famiglia e alla Marina Militare.
Molto probabilmente i funerali del nocchiere Alessandro Nasta si svolgeranno nei prossimi giorni nella sua Brindisi da dove i familiari sono partiti nel primo pomeriggio per raggiungere l’ospedale di Civitavecchia.
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