Gioco
L’Authority assume nove impiegati
Ma al momento del voto il comitato si divide: il Comune si astiene, Kutufà contrario, la Regione a favore
LIVORNO. L’Autorità portuale ha deciso di ampliare la pianta organica. In altre parole: assumere. In tutto nove persone, tra funzionari (quadri A e B) e impiegati di secondo e terzo livello. Gli iscritti al libro paga di Palazzo Rosciano passerebbero così da 81 a 90. E le assunzioni potrebbero salire a 15, considerando i 6 posti vacanti per i pensionamenti.
«L'aumento qualitativo e quantitativo della forza lavoro – interviene il presidente dell’Authority, Giuliano Gallanti – consentirà di disporre di adeguate risorse per assicurare il conseguimento degli obiettivi strategici tracciati nel piano regolatore portuale e nel piano operativo triennale, rispondendo alle richieste sia dalla parte imprenditoriale che dei sindacati».
Ma il piano di riorganizzazione della macchina presentato ieri ha clamorosamente diviso il comitato portuale. La frattura è stata tutta politica: perché se a dire sì (permettendo a larga maggioranza l’adozione della delibera) sono stati i rappresentanti dei lavoratori e delle imprese, a mettersi di traverso al presidente sono stati proprio gli enti locali che hanno appoggiato la sua nomina: il vicesindaco Bruno Picchi si è astenuto, il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, ha votato contro, in forte polemica.
Picchi, pur prendendo atto del lavoro svolto dal segretario generale, non sembra avere gradito il non coinvolgimento delle amministrazioni locali. Kutufà è esploso ripetendo che «in questa fase di rigore e difficoltà non ha senso aumentare i quadri e la spese: è il vecchio vizio che ha portato l’Italia nella situazione in cui è oggi. Semmai si devono rendere più efficienti le forze che ci sono. Siamo tutti chiamati a sacrifici: negli enti locali si può fare un’assunzione ogni cinque pensionamenti, qui si aumenta del 10 per cento la pianta. Dove sono i risultati che giustificano le assunzioni?».
Il piano dovrà incassare il sì del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: a quel punto le assunzioni potranno essere fatto attraverso selezioni o per chiamata diretta. In ballo non ci sono solo i nuovi posti, ma un vero e proprio riassetto della macchina, con le promozioni del caso. In particolare, scrivono da Palazzo Rosciano, sarà razionalizzata la struttura dedicata alle gare e agli appalti, strutturata l’area informatico-portuale, potenziato l'ufficio affari legali. Ma soprattutto sarà un unico dirigente, con una struttura ad hoc, ad occuparsi di demanio marittimo e lavoro portuale. E anche se nessuno lo dice ufficialmente, ci sarebbe proprio questo delicatissimo passaggio dietro a una parte della frattura politica con Gallanti. Il dirigente designato per questo ruolo - che di fatto diventerebbe una sorta di segretario aggiunto, con in mano le questioni più spinose del porto - sarebbe Matteo Paroli, il facente funzioni di segretario in era Lenzi. Il centrosinistra e una parte del sindacato rosso rumoreggiano e insinuano che dietro a questa scelta ci sia la scalata di Gallanti alla presidenza di Assoporti. A Palazzo Rosciano sono invece in molti a sottolineare che Paroli è un tecnico eccellente. Sarà tutto più chiaro quando sulle carte, invece dei numeri, ci saranno i nomi.
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