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Fallimento Corriere, mobili in vendita ma la pubblicità è sparita
Il liquidatore conta di incassare oltre 80mila euro ma scopre che l’ultima concessionaria ha chiuso i battenti
LIVORNO. «I crediti? Tutti spariti a parte la mobilia, dalla cui vendita potremmo incassare circa 80mila euro».
È così che l’avvocato romano Angela Innocente, liquidatore incaricato dal Ministero dell’Economia di seguire la procedura parafallimentare della Cooperativa Adriano Sisto, che per tre anni è stata editore del Corriere di Livorno, sintetizza il piano di rientro per cercare di pagare gli oltre sessanta creditori iscritti nello stato passivo depositato alla cancelleria del tribunale fallimentare di Livorno il 20 aprile scorso per un totale che supera abbondantemente il milione di euro.
L’ultimo giallo riguarda La Pubblistadium, ultima concessionaria di pubblicità dalla quale il legale contava di incassare dalla Publistadium le fatture, circa duecento mila euro e che invece è stata messa in liquidazione. La Cooperativa si starebbe rivelando una scatola vuota dentro la quale restano soltanto i mobili che compaiono nella lista compilata per il Tribunale dall’ingegnere romano Andrea Mauri. Dentro ci sono scrivanie, televisione, computer, sedie, armadi, una decina di poltroncine in pelle bianca, lampada, l’orologio, condizionatore, fax. E soprattutto il sistema editoriale con il quale veniva impaginato il quotidiano, il pezzo più pregiato della lista che da solo varrebbe poco meno di 70mila euro. «Ma chi lo comprerà», si chiedono i creditori.
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