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Autopsia su morte dopo dimissioni «Nessuna anomalia»
LIVORNO. Dall’autopsia non sarebbero emerse «particolari anomalie» sulla morte di Maria Grazia Bianchi la donna di 72 anni deceduta l’11 maggio scorso dopo essere stata dimessa dall’ospedale di...
LIVORNO. Dall’autopsia non sarebbero emerse «particolari anomalie» sulla morte di Maria Grazia Bianchi la donna di 72 anni deceduta l’11 maggio scorso dopo essere stata dimessa dall’ospedale di Livorno.
Per la sua morte sono cinque gli indagati per omicidio colposo: tre medici di Chirurgia, uno del Pronto soccorso e il medico curante.
La donna è stata dimessa altre due volte in meno di un mese, l'ultima mercoledì 9 maggio alle 20,22, trentasei ore prima dell'ultimo respiro. Ecco perché tra gli indagati c’è il medico d el pronto soccorso Giorgio Jeracitano che le ha firmate. Qualche ore prima, invece, l’anziana, operata il 18 aprile per dei dolori all'anca che nascondevano una ciste ovarica, era stato visitata da un collega di Chirurgia, Guido Cecchini, anche lui nei guai con altri due dottori dello stesso reparto: Massimo Graziano e Marco Caciagli. L'ultimo indagato è il medico di famiglia, Sergio Querci, che il giorno successivo alle ultime dimissioni, contattato dalla famiglia perché l'anziana «aveva la febbre alta», avrebbe consigliato semplicemente di «prendere una tachipirina». I risultati completi dell’autopsia sono attesi tra sessanta giorni.
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