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Legge anti-fannulloni Magi perde il ricorso contro Brunetta
LIVORNO. Nei loro rispettivi settori sono due personaggi che non passano certo inosservati per caratteristiche fisiche e scelte spesso controcorrente. Ecco perché immaginare una sfida, seppure in...
LIVORNO. Nei loro rispettivi settori sono due personaggi che non passano certo inosservati per caratteristiche fisiche e scelte spesso controcorrente. Ecco perché immaginare una sfida, seppure in punta di diritto, tra l’ex ministro Renato Brunetta e il giudice del Lavoro Jocqueline Monica Magi ha un suo fascino. La battaglia tra l’economista e il magistrato è andata in scena davanti alla Corte Costituzionale che ha dovuto valutare le loro teorie. Al centro della partita l’ordinanza firmata dal giudice nel settembre dello scorso anno quando ha sollevato la questione di incostituzionalità sulla norma della “Legge Brunetta” che prevede per i dipendenti pubblici una decurtazione dello stipendio per i primi dieci giorni di malattia.
L'eccezione in tribunale era stata sollevata dai legali di 50 lavoratori della scuola della provincia di Livorno, promotori di un ricorso attraverso Unicobas della Toscana.
A distanza di otto mesi il Giudice delle leggi ha rigettato il ricorso nel quale veniva ipotizzato il contrasto con il principio di uguaglianza, «perché la penalizzazione economica è prevista solo per i dipendenti pubblici». E quello della retribuzione sufficiente visto che la legge «incide su retribuzioni già minime».
Nelle motivazioni della sentenza la Consulta ha fatto presente che i lavoratori del settore privato «non sono equiparabili a quelli pubblici». Per quanto riguarda, invece, la violazione del principio di adeguatezza e sufficienza della retribuzione, la Corte ha spiegato che «tale principio risulta soddisfatto anche in presenza del mero trattamento fondamentale».
Sull’ultimo punto, quello che riguarda la presunta violazione del diritto alla salute la Corte ha fatto leva sulla modestia della trattenuta (circa sette euro al giorno per i primi dieci giorni di assenza). Inoltre – conclude il Giudice delle leggi – la penalizzazione economica prevista dalla “Legge Brunetta” si coniuga con il principio della di buona amministrazione. Dalla sfida Brunetta-Magi, ai dipendenti pubblici non resta che sperare di ammalarsi il meno possibile.
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