Gioco
Le ardenzine trionfano al debutto. Ok il Venezia junior
LIVORNO. La firma è sempre la sua: Mauro Brucioni, 72 anni, maglia e cappellino rossi sempre indosso, colonna portante del settore giovanile del Venezia. Ieri sera, nello specchio d’acqua stretto tra...
LIVORNO. La firma è sempre la sua: Mauro Brucioni, 72 anni, maglia e cappellino rossi sempre indosso, colonna portante del settore giovanile del Venezia. Ieri sera, nello specchio d’acqua stretto tra gli scali delle Cantine e la Fortezza Nuova, i suoi ragazzi si sono portati a casa, un’altra volta, la coppa dedicata alla patrona.
È andata alla ciurma allenata da Brucioni, infatti, la Santa Giulia riservata agli atleti della categoria under 18. In altre parole le promesse del remo, quelle che avranno l’onere e l’onore di tramandare tecnica e tradizione nella delicata fase che sta attraversando questo sport.
Il Venezia junior ha battuto in semifinale la ciurma del Salviano e in finale, di dieci secondi, quella del Pontino (4’20”04 contro 4’30”1).
Il segreto dei giovani del Venezia? «Per vincere – rispondere Brucioni – ci vuole un bel collettivo, un grande allenamento e bisogna imparare da subito cos’è il rispetto. Rispetto verso l’allenatore, verso i compagni e gli avversari. Chiedete cosa succede quando arrivano tardi in cantina...».
Dell’equipaggio che si è portato a casa la coppa fanno parte Andrea Brigiotti, Giovanni Ciacchini, Alessio Tamagnini, Gabriele Ara, Nico Tonci.
E se tra i giovani del minipalio è arrivata una conferma, tra le ragazze è sbocciata una sorpresa: l’armo rosa - o meglio verde e rosso - dell’Ardenza, al debutto assoluto nel mondo del remo in salsa labronica.
Le vogatrici si chiamano Ilaria Del Rio, Silvia Gambini, Claudia Pagni, Sara Speranza e Alice Pagano (la timoniera, ieri sostituita da Flavio Pizzi). Sono tutte under 20, tutte alla prima Santa Giulia. «A febbraio – racconta Sara, sorella di uno dei vogatori della cantina – abbiamo deciso di fondare questo equipaggio». Il primo della storia della cantina, come racconta l’allenatore Marino Casprini. «Abbiamo iniziato – riprende Sara – per tenere unito il gruppo: siamo amiche, usciamo insieme, volevamo condividere anche lo sport. Ci siamo allenate sempre con l’idea di divertirci: questa vittoria – sorride – è una bella soddisfazione, ma è meglio volare basso...».
L’Ardenza, dopo essersi sfidata col Salviano, ha battuto in finale il Borgo Cappuccini (4’49”9 contro 4’56”), che a sua volta aveva battuto il Colline. (j.g.)
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