Il Tirreno

Livorno

«La Compagnia presenti il piano di rilancio»

«La Compagnia presenti il piano di rilancio»

Ghilarducci e Romanelli (Sel) incontrano i vertici del porto: guai a strumentalizzare i lavoratori

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LIVORNO. Prima il faccia a faccia con i dirigenti dell’Autorità portuale, poi l’incontro con i vertici di Azimut Benetti e con il presidente della Porto 2000, Roberto Piccini. Ieri mattina il consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, Mauro Romanelli, ha raggiunto Livorno per una ricognizione a 360 gradi sul porto. Con lui il segretario livornese del partito di Vendola, Andrea Ghilarducci.

La visita è arrivata in un momento delicatissimo per le banchine labroniche, sia per la discussione sul possibile arrivo della nave Concordia («non diciamo no ma servono elementi a garanzia dell’ambiente e del lavoro che, con Azimut, c’è già») sia per la guerra che si è aperta all’Alto Fondale tra Porto di Livorno 2000 e Compagnia Lavoratori Portuali.

«Auspichiamo che entro giugno – interviene Ghilarducci dopo il faccia a faccia in Authority – il nuovo piano regolatore sia portato in discussione al comitato portuale, per poi votarlo entro fine anno. Questo aiuterà a fare chiarezza: noi sposiamo in pieno la filosofia generale del progetto e condanniamo gli scontri tra lavoratori. Nessuno si permetta di strumentalizzarli».

Altra cosa è il Piano operativo triennale che ha scadenze ben precise e che l’ex sindaco Gianfranco Lamberti (Confronto), in una nota inviata al presidente Enrico Bianchi (Pd), ha chiesto di riportare all’attenzione del consiglio comunale. «C'è una società specifica deputata a svolgere tutti i servizi che ruotano intorno alle crociere e deve poter operare senza interferenze», riprende Ghilarducci riferendosi alla Porto 2000 (alla cui privatizzazione è contrario).

Quanto alla Compagnia, «in questi mesi abbiamo seguito da vicino la situazione di crisi e non abbiamo ancora capito quale sia il piano di rilancio industriale. Ci risulta nuovo questo interesse per le crociere, che fino a qualche tempo va venivano demonizzate. In ogni modo è volontà di tutti che la Compagnia resti protagonista del futuro sviluppo dello scalo e per questo, dopo la vendita delle quote della Darsena Toscana, aspettiamo il piano industriale».

Il vendoliano chiude sottolineando che «siamo per un equilibrio tra traffico commerciale e crociere: sono stati fatti accordi precisi con l’Autorità portuale e non si può tornare indietro».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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