Lutto
Il San Jacopo batte tutti e si porta a casa la coppa
I biancoverdi agguerriti corrono più del Venezia e in finale battono l’Ovosodo Tra le gozzette vince l’Ardenza ma è polemica per la squalifica del Montenero
LIVORNO. «Marcellino, Marcellino...». Il coro e la gioia esplodono quando lo speaker, Massimiliano Bardocci, annuncia i tempi della finalissima: Ovosodo 3’52”2, San Jacopo 3’51”6. Marcello Bardi, per i suoi «Marcellino», è l’allenatore che insieme a Luca Marconi ha portato l’equipaggio biancoverde del San Jacopo a una vittoria di svolta nella coppa Santa Giulia. La coppa numero 22 che ieri (presente il nuovo assessore Maurizio Bettini) si è aperta con un minuto di silenzio in segno di vicinanza alle famiglie vittime dell’attentato di Brindisi e del terremoto in Emilia Romagna.
Nella gara a cronometro che, sugli scali delle Cantine, vede sfidarsi gli equipaggi a due a due su un tragitto di circa 800 metri, i dieci remi del San Jacopo hanno volato per tre volte: miglior tempo in batteria contro l’Antignano (Circoscrizione 5), miglior tempo in semifinale contro il favoritissimo Venezia (i biancoverdi finiscono avanti di 4”), vittoria in finale con l’Ovosodo di Pirro Stefanini, che a sua volta, in uno spareggio entusiasmante, aveva battuto il Pontino padrone di casa.
«Alleniamo insieme dal 1998 – raccontano i due coach del San Jacopo – quest’anno abbiamo deciso di cambiare la tecnica di voga: all’inizio per i ragazzi è stata dura, poi l’allenamento e il coraggio li hanno ripagati. Dopo il podio alla D’Alesio – chiudono – stasera questi ragazzi hanno fatto per tre volte il miglior tempo della gara, non è certo un caso...».
Al settimo cielo anche il nuovo presidente, Paolo Contesini: «I ragazzi erano agguerriti. Un grazie anche al nuovo preparatore atletico, Andrea Falleni».
In barca sono saliti: Valerio Piccinini (timoniere), Luca Conforti, Alessandro Canessa, Daniele Vannucci, Giacomo Bigio, Enrico Senesi, Alessio Pampaloni, Tiziano Tosi, Antonio Langillotti, Andrea Chetoni, Massimiliano Boni, Edoardo Raspollini, Yari Tantani, Michele Quercioli.
Delusione, invece, sui volti degli atleti del Venezia (usciti agli spareggi proprio col San Jacopo) e del Borgo Cappuccini (fuori al primo turno col Pontino). La coppa Santa Giulia, così, lascia il rosso e si tinge di verde, lasciando intravedere nuove, entusiasmanti sfide nel trittico clou della stagione: Barontini, Risi’atori e Palio.
Ma il remo non sarebbe il remo senza le polemiche. Come quelle scoppiate tra le gozzette. Il Montenero ha conquistato la finale battendo in batteria l’Ardenza (4’16”2 contro 4’15”9). A timonare l’equipaggio maschile è stata una ragazza: secondo la giuria il regolamento non lo permette così a giocarsi l’ultima remata sono stati Ardenza e Quercianella (che aveva battuto il Colline). L’allenatore dei gialloneri, Massimo Dovicchi, è esploso. La giuria è stata contestata anche da alcuni genitori. Alla fine a portarsi a casa la coppa è stata proprio l’Ardenza. «Il Montenero – commenta a caldo il presidente dell’Ardenza, Emilio Braccini – ha fatto effettivamente il miglior tempo in semifinale, nessuno può toglierli questo merito. Noi abbiamo gareggiato come previsto dal regolamento e disposto dalla giuria». In barca: Flavio Pizzi (timoniere), Nicola Fabbri, Lorenzo Speranza, Manuel Carocci, Lorenzo Maggini, Luca Scateni.
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