Il Tirreno

Livorno

Quando Vandoni portò Larry Brown

Quando Vandoni portò Larry Brown

«Tutti la denigravano, ma il freddo delle lamiere era annullato dal calore dell’amicizia. Giocare lì aveva un significato»

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PIELLINI DOC

La locandina di sabato, se pur con tanta differenza nell'avvenimento, ci riporta a quel maledetto giorno della fusione. Le sensazioni sono più o meno le stesse di tanti anni fa.

Un qualcosa di'mportante per la nostra città sta andando a sparire: 40 anni di storia non si possono cancellare ed è inammissibile che nessuno possa e voglia far niente.

La Pielle ha ritrovato da un anno a questa parte la sua tifoseria, che con entusiasmo e tanti sforzi ha cercato e cercherà di riportare la Pielle dove merita di stare. Vorremo capire il perché di tutto questo. Sembra quasi che nessuno voglia dare una mano ad una gloriosa società che, garantito, fa grande il nome di Livorno anche in D. Sembra che qualcuno voglia fare di tutto per metterci i bastoni fra le ruote e sinceramente stavolta non ci stiamo. Quelle pareti grondano di storia, di sconfitte, di amore, di delusioni... grondano di Pallacanestro Livorno. Per sopravvivere abbiamo bisogno di uno spazio nel quale poter svolgere le attività giovanili che rappresentano il futuro, ma ci serve che qualcuno ci ascolti e che faccia qualcosa.

La Pielle merita un aiuto, che da diversi anni ci viene negato.

Noi non molliamo, vogliamo solo essere ascoltati.

DAVIDE GAROSI

Che tristezza viene chiusa la sede storica della Pl

RICCARDO MASINI

E' doveroso ricordare che in quel Palabunker un’estate tenne un clinic invitato dall'allora allenatore della Pallacanestro Livorno firmata Rapident Claudio Vandoni, un certo Larry Brown, uno dei coach più importanti dell'intero universo Nba. E’ storia e merita di essere ricordata con rispetto, affetto e riconoscimento non solo da noi Piellini ma dall'intera città! e sarebbe bene che qualcuno si ricordasse che la Pallacanestro alla città di Livorno ha dato più che ottenuto!

ROBERTO MAGRINI

Ero fuori per tre giorni e solo ora ho letto dell'addio al palabunker. Il sindaco e l'amministrazione comunale non hanno mai fatto niente per noi. Fosse per loro morirebbe la nostra immensa passione che invece non morirà mai. Conta solo il maledetto dio denaro.

fausto filippi

Che bella! Resterai sempre nel mio cuore perché qui son cresciuto, sei sempre stata la mia seconda casa! Grazie di tutto Palabunker!

ANDREA FALLENI

Quanto è stata denigrata da tutti, avversari e genitori dei giovani, intenditori di pallacanestro, amici del basket e profani. Credo che in pochi hanno apprezzato i regali del vivere in via Cecconi e crescere uscendo sudati dal palabunker ed entrare nel ghiaccio degli spogliatoi, ma non dell'attuale , bensì del precedente. Il freddo delle lamiere era annullato dal calore dell'amicizia e dalla condivisione del divertimento di spingersi fuori quando pioveva o facevano 2/3 gradi. Entrare nello scatolone per affrontare una partita era come dimostrare che quella palestra con quelli spogliatoi avevano un significato, lottare per tutto per dimostrare che gli altri se volevano essere al pari nostro dovevano allenarsi nel disagio. Io giocavo nella Termac ed ogni volta che entravo in via Cecconi sognavo (e prendevo 30 se non 40 punti...), un giorno fui chiamato da Cianfrini (non perchè fossi bravo) il quale mi disse se volevo allenarmi con i cadetti campioni d'Italia , mi promise tanti allenamenti e zero partite, gli feci una sola domanda: "ma la borsa e la maglia me la date? perchè così sono un giocatore della pl" si mise a ridere e capì che mi aveva reso felice x tutta la vita.

ENRICO SPAGNOLI

Avro' avuto 14 anni la prima volta che misi piede in questa mitica palestra e iniziai il minibasket con piccoli palloni arancioni. Come allenatore avevo Rino Querci un altro grande preparatore atletico di questa glorioso società. Ne ho visti di giocatori e allenatori passare di li, era il primo posto di quando si faceva brucia a scuola o lì o la mitica via Diaz sede del glorioso Basket club Curva sud: non avrei pensato che a 40 anni piangessi come un bambino a leggere quell'articolo sulla Pielle sfrattata. Che tristezza. La Pielle deve continuare a esistere e noi dovremo essere la sua forza per andare avanti e dare a tutti i giovani la possibilità di amare uno sport credo uno degli unici più puliti in tutti i sensi rimasti.

DAVID FINI

Io solo 18 anni, dall'anno post fusione fino al 2009 e non potete immaginare quanti ricordi, quante ne ho viste, quante ne ho create in prima persona. Via Cecconi è veramente un pezzo di me e della mia vita: per 18 anni più di una seconda casa! Quando quest'anno con la mia squadra ho avuto modo di farci due allenamenti giuro che ho avuto dei brividi incredibili!

ANDREA FERRANTE

Meno male Francesco Parducci sul Tirreno ha scritto un pezzo di storia di Via Cecconi, anche se, credo, due righe se le sarebbe meritate anche il gruppo 1987, che pur non vincendo il campionato nazionale Allievi, aveva trionfato in precedenza nel prestigioso trofeo Garbosi che la pur fortissima compagine del 1983 guidata da Luca Bechi, non era riuscita a portare in Via Cecconi. Sono certo, tornando all'attuale, che Manolo non lascerà nulla d'intentato, anche se, per quello che si sente in giro dovrà affrontare un mega tappone dolomitico. Coraggio Manolo, intanto provvedi a smontare dall'interno del capannone tutto ciò che è di proprietà della società, canestri, tabellone , e piuttosto di lasciare il parquet, meglio smontarlo, siccome è parecchio usurato, gli usi possono essere molteplici!

francesco botteghi

Mentre leggevo l'articolo di Parducci piangevo come un bimbo piccino. E’ la mia seconda casa il palabunker. Quando avevo 5 anni ci sono entrato la prima volta, e da lì non ci sono più uscito. Sempre stato per me il campo più bello del mondo e non l'avrei cambiato con nessun altro. Non so come lo spiegherei a qualcuno che non c'ha mai giocato. Il palabuker ti prende e diventa molto di più di un campo, di una palestra...

FEDERICO BRONDI

E’ storia, ci siamo passati in tanti tra gradoni e parquet, il mio campo da basket, e non sono mai stato invidioso dei parquet della Gemini, via Pera, etc. L'articolo di Parducci farà rodere il fegato ai libertassini.

FEDERICO GIANI

Io ci facevo i tonei Coca Cola Porperty nel 1975, allenatore Nedo Filoni

GIANLUCA LOMI

La storia se n’è andata con il palabunker, allora prendiamoci il futuro.

Gianluca Presto

La Pielle è patrimonio della città di Livorno. E noi lo difenderemo.

MAX GIANNONI

Non ci voglio credere, il Palabunker rappresenta "la storia" della PL, la sua "casa" naturale. Non si può cancellare tutto così. Poi magari, per farlo usare ad altri.

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