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Livorno

No alla morte a scuola Il grido degli studenti dopo i fatti di Brindisi

No alla morte a scuola Il grido degli studenti dopo i fatti di Brindisi

Assemblee e momenti di riflessione negli istituti superiori Al Cappellini le ragazze preparano uno striscione

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LIVORNO. Assemblee e momenti di riflessione sui fatti di Brindisi. Ieri gli studenti delle scuole superiori cittadine erano ancora sotto choc, frastornati da un terrore che li ha tenuti attaccati alla televisione per due giorni.

Avevano bisogno di capire, di riflettere su una tragedia che li ha colpiti al cuore: così ieri mattina in quasi tutte le scuole superiori i ragazzi hanno organizzato momenti di riflessione. All’Isis Niccolini-Palli hanno chiesto di poter fare due ore di asssemblea per potersi confrontare su quanto accaduto, analoga richiesta è stata fatta al Nautico Cappellini, dove le ragazze della scuola hanno addirittura raccolto i soldi per preparare uno striscione di protesta. Al liceo Cecioni c’è stato un minuto di silenzio in ricordo della studentessa morta e poi il collettivo degli studenti ha chiesto di leggere dal microfono collegato a tutte le aule, un comunicato di solidarità verso gli studenti di Brindisi.

E ancora al liceo Enriques, nel pomeriggio si è svolta un’assemblea pubblica. Fuori dalla scuola la bandiera italiana a mezz'asta, dentro l'edificio uno striscione con scritto: «A scuola non si muore, a scuola ci prepariamo alla vita». I ragazzi arrivano nell'aula magna alla spicciolata, hanno i volti spaesati di chi non capisce come sia potuta accadere una cosa simile. «I ragazzi sono rimasti molto scossi - racconta Giovanna Cepparello, docente di storia e filosofia - al punto che un'alunna, mentre parlavamo dell'accaduto, è scoppiata in lacrime». L'assemblea inizia con Maurizio Sciuto, docente di storia e filosofia, che delinea i tratti della strategia del terrore. «Mai abbiamo assisto a un simile atto - dice Sciuto - mai era stata colpita una scuola». Poi la parola va a Carlotta Pellegrini, referente per Livorno dell'associazione Libera che lotta contro tutte le mafie. «La strategia del terrore impaurisce le persone - dice - è importante reagire e questa assemblea è un primo passo».

Valeria Cappelletti

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di Redazione web