Il Tirreno

Livorno

Crociere, alt dell’Authority ai portuali

di Juna Goti
Crociere, alt dell’Authority ai portuali

«Il lavoro è della Porto 2000». La Compagnia insiste: pronto un progetto per l’Alto Fondale. Le tappe del piano regolatore

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LIVORNO. «L'Autorità portuale conferma il contenuto della propria nota del 27 aprile: la Porto di Livorno 2000 è la società autorizzata alla fornitura dei servizi alle navi da crociera e all'interlocuzione con la capitaneria di porto per la richiesta degli accosti». E ancora: «La concessione ai sensi dell'articolo 18 rilascia alla Cilp (il ramo impresa della Compagnia, ndr), avendo a oggetto la movimentazione di prodotti forestali, non legittima Cilp ad assumere il ruolo di interlocutore degli operatori del settore crocieristico, neanche per servizi accessori, quali il carico delle provviste di bordo». Con questa nota inviata ieri da Palazzo Rosciano, l’Authority guidata da Giuliano Gallanti boccia di fatto l’accordo stipulato tra la i portuali (concessionari dell’Alto fondale) e l’agente marittimo Fanfani per rifornire in via esclusiva le navi della Carnival Uk.

E in sostanza dà ragione ai lavoratori della Porto 2000, che domenica mattina, in segno di protesta, hanno parcheggiato per un’ora i mezzi da lavoro davanti al portellone merci della Msc, che avrebbe dovuto essere caricata proprio dai portuali.

Il punto lo mette l’Authority, ma non la Compagnia, che in una nota arrivata ieri, quasi in contemporanea, non solo ribadisce l’intenzione di investire nelle crociere, ma mette il piede sull’acceleratore rilanciando con un maxi progetto che vedrebbe al centro dei traffici proprio il conteso Alto Fondale. Così l’aria sulle banchine rischia di farsi ancora più incandescente.

«Promuovere il porto di Livorno come scalo hub per l'imbarco di viveri sulle navi da crociera – scrivono dalla sede di via San Giovanni – è l'obiettivo di un nuovo e ambizioso progetto su cui il gruppo Cpl sta lavorando da un anno». Salta fuori anche il nome: «Progetto Cambusa, un nuovo volano di sviluppo per il porto e il territorio che punta a creare integrazione e convivenza tra due traffici fondamentali per il nostro scalo: le crociere e i traffici commerciali».

«Cilp – continua la nota – attraverso il Terminal Alto Fondale vuole investire nel settore delle crociere dal punto di vista di gestione commerciale dei viveri, con l'obiettivo di sfruttare ancora di più le potenzialità di questo traffico in modo da lasciare maggiore valore aggiunto sul territorio. In questa delicata fase di crisi, ogni occasione di rilancio del porto è preziosa non solo per il gruppo, ma per l'intero scalo e per l'indotto che può creare».

I portuali avrebbero in mente di «creare a Livorno un polo di attrazione per le grandi compagnie di navigazione che sempre più scelgono il nostro porto anche per le crociere di testa, sfruttando le strutture a disposizione per organizzare l'imbarco dei viveri». Dalla Compagnia annunciano anche «sinergie» e «interesse» in sede regionale.

Ed ecco un passaggio delicatissimo: «Il traffico crocieristico rappresenta essenzialmente un traffico stagionale che può ben convivere con gli altri traffici presenti all'Alto Fondale, primo fra tutti quello dei prodotti forestali».

Ma il progetto presentato da Gallanti, com’è noto, prevede di spostare la cellulosa in un’altra area e lasciare l’Alto Fondale alle crociere. Negli ultimi giorni sindacati e politici hanno puntato il dito sull’Authority, accusandola di ritardi nell’attuazione della programmazione che avrebbero scatenato nuove incertezze e guerre tra lavoratori.

La risposta di Palazzo Rosciano non si è fatta attendere. «Quanto al piano regolatore del porto – scrivono dall’Authority – entro la prima metà di giugno il comitato portuale delibererà sui suoi contenuti, ai fini dell'avvio della procedura di valutazione ambientale strategica, propedeutica all'adozione formale da parte dello stesso comitato». Il Piano, rivendicano, «è stato esaminato e discusso nei mesi scorsi da tutta la comunità portuale, dalle istituzioni e da tutte le associazioni di categoria, sociali ed economiche. Questo percorso dibattimentale, necessario perché la comunità locale avesse piena cognizione dei temi in discussione, è iniziato a ottobre e si è protratto fino al 7 marzo, quando, in occasione dell'insediamento del nuovo comitato, si è fatto il resoconto sulle proposte e le osservazioni pervenute nel frattempo».

«Il 29 marzo – precisa la nota – sono state accolte le proposte e gli emendamenti al piano di zonizzazione. Nessuna di esse ha messo in discussione l'impianto generale del progetto». In contemporanea «è stata avviata l'elaborazione dei documenti tecnici, tra cui il rapporto preliminare ambientale che verrà sottoposto alle decisioni del comitato entro metà giugno». Una volta adottato e una volta arrivata l'intesa del Comune, il Prp dovrà essere valutato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e approvato dalla Regione Toscana. «Questi – chiude la nota con tre polemici punti esclamativi – sono i fatti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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