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La Sentinel a Livorno: parte la ricerca dei 102 bidoni tossici "fantasma"
La nave oceanografica è stata ormeggiata per tutta la mattina davanti ad Antignano. Poi ha fatto rotta a largo di Tirrenia per iniziare la caccia ai 102 fusti mancanti. Il capo progetto: "O sono lì o difficilmente li troveremo altrove"
E' arrivata ieri notte davanti alle coste di Livorno, proveniente da Pozzuoli, e per tutta la giornata di oggi si è potuta vedere ormeggiata, a due due miglia al largo di Antignano. E' la Sentinel, la nave che deciderà le sorti della maledetta vicenda dei bidoni tossici.
La nave oceanografica, rossa fuoco, che ha sostituito la Minerva Uno sarà da questa sera, al più tardi domattina impegnata nella ricerca dei 102 bidoni mai individuati. La ricerca si concentrerà lungo il tratto di mare interessato dalla rotta intrapresa dalla nave Eurocargo Venezia, "per una lunghezza di ulteriori 13 miglia e per una larghezza di circa 1.500 metri (1.000 a dritta, 500 a sinistra), in diretta prosecuzione, verso ovest, dalla zona di rinvenimento dei fusti e dei due semirimorchi", come spiega nel dettaglio la capitaneria di porto. In quella zona il fondale è di 700 metri, quasi 300 in più rispetto a dove sono stati trovati i due trailer caduti dalla nave e il primo gruppo di fusti tossici.
L'operazione di ricerca durerà cinque giorni. Poi, comunque vada a finire, partirà la fase di recupero dei 95 bidoni già individuati 18 miglia al largo di Calambrone.
"Siamo a Livorno per recuperare tutti i fusti", dichiara al Tirreno Lorenzo Barone, il capodelegazione di Castalia, la società incaricata da Grimaldi per l'operazione di ricerca e recupero. Ma lo stesso Barone ammette: "Se non dovessimo trovare i bidoni mancanti nelle zone di mare che setacceremo in questi giorni, difficilmente immaginiamo di poterli individuare altrove". Come dire: o sono lì o sarà impossibile sperare davvero di ritrovarli.
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