Gioco
Al teatro Vertigo e poi a cena con lo sconto
Cultura e attività ricreativa si gemellano con un’iniziativa volta a rilanciare il centro commerciale naturale del quartiere più antico della città. Chi acquista il biglietto per lo spettacolo avrà diritto a una riduzione del 10% o 5% nei ristoranti, pub e pizzerie della zona che hanno aderito
Andare a teatro ma anche vivere una serata nel quartiere della Venezia, centro commerciale naturale e angolo caratteristico della città da anni polo della vita notturna livornese. L’occasione è offerta dal centro culturale Vertigo e da una convenzione stretta con alcuni locali della zona. Così chi acquisterà il biglietto per lo spettacolo scritto da Sergio Consani e interpretato da Marco Conte “Dall’Homo Sapiens all’Homo Facebook” in scena stasera alle 21.30 (con prevendita oggi dalle ore 16,30 al Teatro Vertigo, in via del Pallone 2, Tel. 0586/210120), otterrà un coupon con il quale lo spettatore,oggi e domani, avrà diritto a uno sconto del 5% o del 10% nei locali, ristoranti, pizzerie e pub del quartiere La Venezia. I locali che aderiscono all'iniziativa esporrano un coupon sulla porta d'ingresso.
Il biglietto per lo spettacolo (costo 10 euro) si può anche prenotare telefonando direttamente al Vertigo, il teatro nel quartiere più caratteristico della città.
Livorno è sempre stata una città artisticamente in movimento. Solo l'ultima guerra ne ha modificato per forza di cose le strutture e i cittadini.
Marco Conte sarà l'attore che interpreterà il monologo musicale. Musicale, sì, perché il "Jazzin' in Blue Jeans Quartet" farà da "colonna sonora" con la sua presenza sul palco. Il gruppo è formato da Anna Rubini, vocalist; Max Fantolini, piano; Giulio Boschi, contrabbasso; Sergio Consani, batteria. Un mix fra musica e parole, una scrittura che percorre le strade della comunicatività, della musica e dell'amore, con ironia e intensi momenti emotivi.
L'uomo primitivo che scopre come comunicare percuotendo semplicemente un bastone su un tronco cavo, e da lì capire che possono nascere dei suoni; la figura mitologica di Pan e come nacque il flauto che prese il suo nome; il Settecento e la musica classica, la Seconda Guerra Mondiale e la lettera scritta da un soldato in una trincea alla sua donna, fino all'uomo di oggi, alle prese con un computer e l'ingannevole social network che pretende di far scoprire l'amore. Non si ride a crepapelle in questo spettacolo, perché non è uno spettacolo comico, semmai si sorride, a volte anche amaramente, e ci fa riflettere. Le luci sono di Ugo Zammit, e il tecnico del suono è Roberto Pacini.
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