Il Tirreno

Livorno

Sulla banchina è guerra tra scaricatori

di Juna Goti
Sulla banchina è guerra tra scaricatori

I lavoratori si fronteggiano all’Alto Fondale. De Filicaia (Pd): abbiamo perso troppo tempo, si rischia lo scontro tra poveri

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LIVORNO. Alla fine è accaduto quello che in molti temevano: si è scatenata la guerra tra lavoratori. Ieri mattina un gruppo di portuali della Compagnia si è posizionato, braccia incrociate, sulla banchina dell’Alto Fondale «per assicurarci che nessuno ci rubi il lavoro». Di tutta risposta stamani, alle prime luci dell’alba, i dipendenti della Porto di Livorno 2000 raggiungeranno la stessa striscia di porto - gli accosti 46 e 47, dove è attesa una Msc, che sarà scaricata dai portuali - per dire che «delle attività che ruotano intorno alle crociere, approvvigionamento compreso, ce ne dobbiamo occupare noi».

Una situazione delicata che preoccupa sindacati e politici, che ora chiedono di dare gambe, velocemente, agli strumenti urbanistici che sono stati discussi negli ultimi mesi e che devono fare chiarezza, senza più zone grigie, sulla destinazione degli spazi portuali.

Lo scontro. A scatenare l’ennesima guerra è stato l’accordo firmato tra la Compagnia lavoratori Portuali, che ha in concessione l’Alto Fondale, e l’agente di Porto Fanfani per caricare e scaricare in via esclusiva le merci (non i passeggeri) dalle navi da crociera del gruppo Carnival Uk, in cambio della garanzia dell’ormeggio garantito in questo angolo ambito dello scalo.

I terminalisti siamo noi. «Non vogliamo fare le attività di servizio diretto ai turisti che spettano alla Porto 2000 – ripete Vladimiro Mannocci, dirigente della Compagnia – ma abbiamo pensato alla creazione di una catena logistica per l’approvvigionamento (vettovaglie, viveri...) delle navi da crociera per l’area del Mediterraneo. Ci sarebbe un incremento di contenitori. In un terminal, a fare questo tipo di servizi, non può che essere il terminalista, cioè noi. E poi la concessione di cui siamo titolari non è a intermittenza: l’interpretazione data dall’Autorità portuale è discutibile...».

L’Authority scrive. L’Authority guidata da Giuliano Gallanti si è infatti espressa chiaramente sulla vicenda in una lettera a firma del segretario generale, Massimo Provinciali, inviata alla capitaneria, alla Porto di Livorno 2000 (partecipata al 75 per cento proprio dall’Authority) e al legale della Compagnia, l’avvocato Claudio Cecchella. In sintesi Provinciali scrive che: 1) «la Porto 2000 è il concessionario nel porto legittimato alla gestione e organizzazione delle operazioni relative al traffico passeggeri, compresa la richiesta degli accosti alla capitaneria»; 2) la Compagnia Impresa (Cilp) «è tenuta a mettere a disposizione della Porto 2000 la banchina Alto Fondale compatibilmente con le proprie esigenze di concessionario»; 3) la Porto 2000 «è l’unica legittimata anche all’esercizio delle attività strumentali (..), comprese quelle di carico a bordo di vettovagliamento e altro materiale». La società, aggiunge Provinciali, «non è tenuta a rivolgersi a un’impresa autorizzata ai sensi dell’articolo 16...». L’arbitro, insomma, è stato chiaro. La Compagnia non ha gradito e ha chiamato l’avvocato.

Guerra tra fratelli. Roberto Piccini, ex portuale, ex presidente Authority, oggi a capo della Porto 2000, dice che «stiamo nel solco delle cose dette dall’Autorità portuale. Continueremo a fare il nostro lavoro con gli armatori, dei quali siamo interlocutori diretti». Poi cerca di abbassare i toni: «Quanto ai lavori extra passeggeri cercheremo, come sempre, le sinergie necessarie per assicurare i servizi e le soluzioni migliori per tutti i lavoratori».

«Si è perso troppo tempo». Intanto sulla banchina tira una brutta aria. «Tutto questo – polemizza il segretario del Pd, Yari De Filicaia – sta avvenendo per un ritardo oggettivo nella programmazione e nell’attuazione di piani che già ci sono. Si è perso troppo tempo a discutere di quale fosse la destinazione d’uso dell’area». «L’Alto Fondale – riprende – nel piano regolatore doveva essere destinato alle crociere e alla Porto 2000: il Comune la sua parte l’ha fatta, il consiglio si è espresso sulla cosiddetta zonizzazione del porto: ora l’Authority acceleri l’entrata a regime degli strumenti urbanistici. Si scontenterà qualcuno, ma non si può più aspettare».

«Con la fame di lavoro che c’è – chiude – ho paura che scoppino altre situazioni come questa. Sono preoccupato per la tenuta sociale, si rischia la guerra tra poveri: è chiaro che chi vede un’occasione, un traffico in più, prova a farsi avanti, ma non funziona così, serve una programmazione chiara. I porti intorno a noi si stanno attrezzando: qui le ferrovie sono ferme da due anni, i dragaggi vanno a rilento».

«Dobbiamo sederci intorno a un tavolo e dirimere questa brutta situazione nell’interesse di Livorno – gli fa eco Maurizio Strazzullo (Cgil) – la conflittualità è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno. E poi - facendo riferimento alla destinazione turistica dell’Alto Fondale – quando si fanno scelte non si possono sempre mettere in discussione».

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