Toscana
Fassina: la Toscana un modello da seguire
LIVORNO. «La Toscana è un modello da seguire: nonostante i tagli di Roma ha messo in campo iniziative incisive per il sostegno alle imprese, ai disoccupati, ai giovani». Lo ha detto il responsabile...
LIVORNO. «La Toscana è un modello da seguire: nonostante i tagli di Roma ha messo in campo iniziative incisive per il sostegno alle imprese, ai disoccupati, ai giovani». Lo ha detto il responsabile economia e lavoro del Pd nazionale, Stefano Fassina che ieri mattina è intervenuto alla conferenza regionale sul lavoro organizzata dal partito toscano e coordinata da Ivan Ferrucci e Federico Mirabelli.
La conferenza - che si è svolta nel salone livornese della Cna, in vista dell’appuntamento nazionale di Napoli (15 e 16 giugno) - si è aperta con un minuto di silenzio per l’attentato di Brindisi. «Un fatto vile e gravissimo – ha commentato Fassina – ci deve essere una reazione ferma di tutte le istituzioni. È tornata a galla quella melma che vuole provare a destabilizzare la democrazia. Sapremo respingerla se saremo compatti e determinati».
Poi spazio agli interventi che hanno disegnato un quadro drammatico dal punto di vista sociale ed economico. Al microfono, tra gli altri, l’onorevole Silvia Velo che ha descritto la situazione Lucchini, l’«arrabbiato» Enzo Cozzolini che ha chiesto aiuto per risolvere il caso dei lavoratori esodati, rappresentanti del mondo della cultura e dello spettacolo (altra «industria» in crisi), del sindacato. In sala anche gli operai De Tomaso.
All’incontro non hanno partecipato il consigliere regionale Marco Ruggeri e il segretario toscano Andrea Manciulli, per altri impegni di partito. Il sindaco Alessandro Cosimi si è fatto vedere, il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, ha strappato l’applauso dei presenti con un intervento sulla politica industriale in cui, abbandonando la solita pacatezza, ha definito l’ex premier Silvio Berlusconi «impresario di burlesque». Preoccupato l’assessore reginale, Gianfranco Simoncini: «Il 2012 rischia di essere l’anno peggiore, da gennaio a marzo 26 mila lavoratori sono stati a casa in cassa a zero ore». Ripercorre quanto fatto dalla Regione, ad esempio in materia di sostegno alle imprese che non riescono ad accedere al credito, ma ripete che quello che serve è una vera politica nazionale. «Dobbiamo rivedere gli obiettivi di deficit 2012-2013 perché sono irrealistici – è quindi intervenuto Fassina – e dobbiamo dare ossigeno ai Comuni e alle imprese per far ripartire l’economia».
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