Sicurezza
Annesso da abbattere è scontro giudiziario tra Comune e Scaffidi
La portavoce del comitato Limoncino ha fatto ricorso al Tar contro l’ordinanza: la giunta si è costituita in giudizio
LIVORNO. Si profila un lungo braccio di ferro legale tra Rosaria Scaffidi, portavoce del comitato Limoncino, e l’amministrazione comunale. Oggetto del contendere, l’ordinanza del dicembre dello scorso anno con cui Palazzo Civico intimava alla proprietaria dell’annesso agricolo di provvedere «alla demolizione di opere abusive e al ripristino dello stato dei luoghi in via delle Vallicelle, località Limoncino».
Il provvedimento in questione - che faceva parte di un “lotto” di 21 ordinanze di demolizioni notificate dalla polizia municipale ad altrettanti proprietari di annessi agricoli - concedeva novanta giorni di tempo per mettersi in regola, ma dalla collina che si affaccia su Salviano era stata subito annunciata un’ondata di ricorsi al Tar per bloccare le ruspe. Cosa che è puntualmente avvenuta.
E tra i ricorrenti è spuntato fuori anche il nome di Rosaria Scaffidi che si è rivolta alla magistratura amministrativa per chiedere l’annullamento, previsa sospensione, dell’ordinanza che era stata emessa dall’ufficio Edilizia privata di Palazzo Civico.
La giunta comunale ha quindi sollecitato lo stesso ufficio ad effettuare un’ulteriore verifica sul caso in questione e il 3 maggio scorso i tecnici hanno stilato un rapporto in cui è stata ribadita la presenza - a loro giudizio - di opere abusive nella proprietà della Scaffidi. Quindi, per il Comune, quell’annesso deve essere buttato giù.
Ed è proprio per questo motivo che la giunta comunale ha approvato una delibera, dichiarata immediatamente eseguibile, in cui viene sottolineata «l’opportunità di costituirsi nel presente giudizio, affidando l’incarico di rappresentare e difendere le ragioni dell’amministrazione all’Avvocatura civica».
Sarà quindi il Tribunale amministrativo regionale di Firenze a decidere se accogliere il ricorso di Rosaria Scaffidi, che si oppone alla demolizione dell’annesso non ravvisandone i presupposti nell’ordinanza che le è stata stata notificata, o se propendere per le tesi avanzate dal Comune, che invece insiste a sostenere che si tratta di un abuso edilzio.
Questa vicenda giudiziaria è particolarmente delicata non solo per i riflessi “politici”della materia, ma anche perchè a fronte delle 21 ordinanze, sono state ben 12 i proprietari che hanno fatto ricorso al Tar per bloccare la demolizione degli immobili.
La causa fra la portavoce del comitato del Limoncino e il Comune si annuncia, perciò, come il preludio a procedimenti analoghi: la decisione del Tar, fermo restando le eventuali differenze da caso a caso, farà sicuramente capire qual è l’orientamento della magistratura sulla materia.
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