Gioco
«Sì, la Concordia scivola ma noi l’agganceremo»
Gabrielli rassicura: entro il 31 agosto sarà messa in sicurezza con sessanta pali I 280 tecnici vivranno su navi attrezzate come hotel, il sindaco del Giglio s’infuria
INVIATO A ROMA. Il tempo stringe. In poche settimane la Concordia va messa al sicuro: il relitto si deteriora ogni giorno di più e anche Costa Crociere l'ha scritto nella relazione ambientale del 7 maggio. La prua si è abbassata di 91 centimetri e le condizioni generali dello scafo, da quattro mesi sotto a trenta metri d’acqua, sono destinate a peggiorare col passare del tempo. L'unico modo per scongiurare scivolamenti o rotture è rendere innocuo ciò che resta dell'ex regina dei mari: entro il 31 agosto sarà ancorata ai 60 pali in acciaio sommersi, conficcati per una trentina di metri nel terreno. È il primo atto di un’impresa di portata titanica, che secondo il cronoprogramma dovrà concludersi entro il 14 gennaio 2013, a un anno esatto dal disastro. Il commissario Franco Gabrielli, ieri alla presentazione ufficiale del progetto di rimozione, è stato esplicito: «La nave non può restare così a lungo e dove si trova danneggia l’ambiente. I pericoli aumentano man mano che il tempo passa e per questo entro la fine di agosto dobbiamo metterla in sicuro, confidando nella buona stagione. In realtà la Concordia non sarà più un problema solo quando la vedremo allontanarsi. Possibilmente verso Livorno».
Clini: relitto a Livorno. Il pressing su Costa Crociere, che non ha ancora deciso dove far demolire il relitto, è forte. Se Gabrielli ritiene che il porto di Livorno sia la destinazione ideale, il ministro dell’ambiente Clini è meno esplicito ma ugualmente chiaro: «Una volta rigalleggiata, la nave dovrà essere trainata, nelle massime condizioni di sicurezza, nel più vicino porto attrezzato, per ridurre al minimo i tempi e il tragitto del trasferimento». Stabilito che la base logistica sarà a Piombino, il porto attrezzato più vicino resta Livorno, visto che Civitavecchia è priva di un bacino di carenaggio adeguato. A piccoli passi, dunque, si compone il piano di lavoro prospettato da Enrico Rossi dopo l’assegnazione dell’appalto al consorzio Titan-Micoperi: «Vogliamo partecipare alla sfida per la rimozione e la demolizione della nave - ha detto il governatore durante la conferenza stampa di ieri -. La scelta di Piombino è stata opportuna; Livorno può candidarsi per la demolizione».
Nca costruirà i cassoni. In effetti gli unici dubbi riguardano il porto labronico. Gianni Onorato, direttore generale di Costa Crociere, ha preso tempo. La decisione sullo smantellamento spetta infatti alla società di navigazione: «Dobbiamo valutare tre aspetti. Il primo - ha detto Onorato - riguarda il funzionamento dei cassoni; poi se potremo alleggerirli, lasciando comunque la nave dritta. Infine se il pescaggio, che oggi si prevede fra i 13 e i 18,5 metri, è modificabile in quanto il bacino di Livorno ha una profondità di 12 metri». Nel caso in cui la risposta fosse affermativa, tutti gli obiettivi verrebbero raggiunti, poiché Rossi ha annunciato l’ accordo con Micoperi per appaltare ai Nuovi Cantieri Apuania di Marina di Carrara la costruzione dei cassoni da saldare alle fiancate della nave, indispensabili nella fase di rotazione e in quella di galleggiamento. L’intesa garantirà a Nca continuità produttiva fino a dicembre, consentendo in questo modo un lasso di tempo maggiore per la ricerca di un acquirente che rilanci la cantieristica carrarese.
Il progetto? È sicuro. I cassoni non finiranno per schiacciare la nave con il loro peso, complicandone il recupero. La rassicurazione giunge proprio da Silvio Bartolotti, amministratore delegato di Micoperi srl: «È impossibile - ha spiegato -: i cassoni (a vuoto ciascuno peserà 530 tonnellate) saranno riempiti attraverso la valvola di fondo ma solo quando la nave verrà posata sulla piattaforma artificiale». L’effetto della gravità farà il resto, sebbene dalle animazioni il passaggio (cruciale) non risulta del tutto chiaro. Ma sarà l’Osservatorio, coordinato dalla Regione Toscana, a verificare passo dopo passo gli sviluppi del progetto.
Tensioni al Giglio. Silvio Bartolotti ha poi chiarito che i propri mezzi marini serviranno non solo per il cantiere, ma anche a dare vitto e alloggio ai dipendenti sull’Isola: «Sono attrezzati come un albergo a 5 stelle». E il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, per la prima volta in quattro mesi ha alzato la voce: «Si parte male». Perché 280 persone per un anno, ora che le presenze calano per l’effetto combinato tra il disastro e la crisi, sull’Isola sarebbero manna dal cielo. Se neppure metteranno piede a terra, gli isolani dovranno aggiungere al danno del disastro la beffa dei disagi senza corrispettivo.
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