Gioco
Questi non sono semafori intelligenti Troppi semafori e messi male
Sono molti i casi di segnaletica stradale che spesso invece di facilitare lo scorrimento del traffico creano lunghe file e, a volte, aumentano i pericoli.
LIVORNO. Il problema dei semafori lumaca, malfunzionanti o "poco intelligenti" è una costante in città. Dall'Aurelia alle strade periferiche, dagli attraversamenti pedonali agli impianti inutili o "doppioni". Tra i vari incroci che causano mille grattacapi agli automobilisti, l'Automobile Club Livorno ci ha suggerito alcune criticità che abbiamo verificato di persona.
Impianto difettoso.Può un impianto essere funzionante e guasto allo stesso tempo? Sì, e ne è una dimostrazione l'incrocio tra via Mastacchi e via Firenze. La rottura della centralina di controllo (che risale ormai a un anno fa) causa la mancata sincronizzazione con i semafori di via Filzi e via Provinciale Pisana. Risultato: i mezzi che giungono dai tratti vicini dell'Aurelia spesso vedono il verde trasformarsi in rosso proprio al loro arrivo.
Semaforo obsoleto. Tra via Montebello e piazza Matteotti capita frequentemente di fermarsi al primo semaforo. Ma capita anche di chiedersi il perché, se è vero che il più delle volte dalla traversa di Borgo dei Cappuccini non arriva nessuno. Il semaforo, secondo l'Aci, è uno spreco di tempo e di denaro pubblico. Le modifiche della viabilità e del tragitto dei mezzi Atl hanno ridimensionato il traffico lato-grattacielo, rendendo in pratica inutile il semaforo.
Attraversamento pericoloso. In via dell'Ardenza, di fronte ai cimiteri della Misericordia, c'è il semaforo per l'attraversamento pedonale. Ma è situato a pochi metri dall'incrocio tra il viale della Libertà e l'arteria Nazario Sauro - Boccaccio. Soluzione scomoda, perché chi giunge in auto è costretto a frenare appena dopo aver acquistato velocità. Non è solo una seccatura per l'automobilista: lo scarso margine per frenare causa una concreta condizione di pericolo. Perché allora non spostare il semaforo pedonale nel tratto interno della strada?
Semafori "doppioni". Discorso simile per il semaforo al termine di via De Larderel, proprio di fronte al Cisternone. Chi proviene da piazza della Repubblica e prosegue verso il viale Carducci supera il primo incrocio, ma è spesso obbligato a fermarsi poco dopo a causa del secondo impianto, troppo ravvicinato e mal sincronizzato con il precedente.
Aurelia a singhiozzo. In tema di mancata sincronizzazione dei semafori è impossibile non citare l'Aurelia. L'Aci invoca da anni l'attuazione di un progetto collegato al principio dell'"onda verde", che permetterebbe ai veicoli in transito di sfilare con regolarità. In questo modo ci sarebbe non solo un risparmio di tempo, ma anche un minor uso di carburante e un calo delle emissioni inquinanti.
Viale Mameli e comparto Boccaccio-Libertà. In molte strade cittadine ci sono numerosi impianti concentrati in poco spazio. Sul viale Mameli se ne contano tre in appena 600 metri. Recenti investimenti hanno permesso di "limitare i danni" garantendo un più razionale funzionamento dei diversi apparecchi. La speranza è che anche per il comparto Boccaccio-Libertà, attualmente al centro di un intervento di riqualificazione, sia disposta una sincronizzazione efficace per i nuovi semafori previsti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
