Il Tirreno

Livorno

Quella fabbrica è troppo vicina al paese

di Fabio Bacci
Quella fabbrica è troppo vicina al paese

Dopo l’incidente di mercoledì notte torna d’attualità la difficile convivenza tra Collesalvetti e la fonderia Gelli

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COLLESALVETTI. Non è sempre stata facile la convivenza tra i colligiani e la Fonderia Gelli. Quella che può considerarsi ormai un'azienda storica per Collesalvetti, una delle più importanti del settore siderurgico a livello non solo provinciale, ha vissuto periodi alterni nei sentimenti degli abitanti colligiani.

Da oltre settant'anni la fonderia è presente in via dei Poggi, di fronte al campo sportivo comunale "Paolo Lami", ma se nell'immediato dopoguerra e fino agli anni Settanta la fonderia Gelli era vista solo ed esclusivamente come una risorsa per l'economia locale, con posti di lavoro garantiti e stipendi sicuri mensili per molte famiglie colligiane, nel tempo si sono insinuati dubbi e paure sull'impatto ambientale, dunque sulla salute dei cittadini, procurati dalla stessa azienda.

Sentimenti contrastanti, come si deduce dalle opinioni raccolte in paese. «Al di là dell'incidente di ieri notte - dichiara Luigi Biagioni - ci sono pomeriggi in cui da quell’impianto arrivano odori insopportabili. Io abito vicino, in via Matteotti, e non ho più il coraggio di mangiare l'insalata che coltiva mio padre nell'orto intorno a casa mia. Capisco che si tratta di un'azienda importante per il territorio, lo è sicuramente per i posti di lavoro che garantisce a un discreto numero di persone, però credo che ci vorrebbe più attenzione verso le emissioni all'esterno durante le lavorazioni. È una situazione che va avanti da sempre. La questione andrebbe affrontata seriamente una volta per tutte, coinvolgendo il Comune, la proprietà dell'azienda e la cittadinanza».

«La mia preoccupazione principale - afferma Laura Terreni - è l'impatto sulla salute dei cittadini. Capita troppo spesso di sentire cattivi odori molto intensi che arrivano dalla fonderia, nonostante la mia abitazione sia piuttosto distante. Non so che lavorazioni ci siano all'interno, però sarebbe necessario controllare e conoscere i livelli di inquinamento dell'aria che respiriamo, invece non sappiamo niente in proposito».

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Massimo Corti, che a Collesalvetti è nato e cresciuto: «A me la presenza della Fonderia Gelli ha sempre creato preoccupazione, e l'incidente della scorsa notte è solo l’ultima goccia. Si doveva pensare prima a questo tipo di problemi ed evitare almeno di costruire tutte le case che ci sono oggi lì intorno. É un'azienda che fa lavorazioni delicate ed è troppo vicina al centro del paese. E poi se in passato poteva considerarsi una risorsa economica per tante famiglie di Collesalvetti, oggi lo è molto meno, perché non garantisce certo i livelli di occupazione del passato».

Le riflessioni della signora Vittoria Signorini, invece, sono legate al racconto del figlio, ormai adulto: «Mi raccontava - ricorda - quando andava a giocare a calcio al "Paolo Lami": nei giorni in cui c'era fango sul terreno di gioco, emergeva una grande quantità di terra nera e puzzolente che rendeva difficile anche respirare».

Inquadra la questione anche da un altro punto di vista Andrea Cacchiani: «Ha sempre dato lavoro a molte persone del paese, anche a tanti padri di miei amici. La considero una delle poche risorse industriali presenti nel territorio comunale di Collesalvetti: mi auguro che l'attività della fonderia non sia interrotta a causa dell'incidente e spero davvero che sia stata e sarà sempre garantita soprattutto la sicurezza di chi ci lavora».

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