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Livorno

Tecnologia dagli Stati Uniti per fermare la frana di Quercianella

Tecnologia dagli Stati Uniti per fermare la frana di Quercianella

La giunta ha approvato il progetto preliminare di consolidamento della collina: un pozzo di 18 metri da cui saranno sparate 120 canne per togliere l’acqua in eccesso nel terreno

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LIVORNO. Tecnologia dagli Usa per fermare la frana di Quercianella. La giunta di Livorno ha approvato nei giorni scorsi il progetto preliminare di consolidamento della collina di Quercianella dove nel marzo 2011, a seguito di forte piogge, i movimenti franosi che hanno interessato una parte abitata della zona avevano subito una brusca accelerazione imponendo l'evacuazione di 13 famiglie dalle rispettive abitazioni.

Anche l'Università di Pisa ha collaborato al progetto ad alta tecnologia (600 mila euro il costo, di cui il 45 per cento finanziato da fondi regionali) che prevede di realizzare alla base del pendio di frana un pozzo profondo 18 metri del diametro di otto, centinato in acciaio, dal quale verranno sparate nel terreno 120 canne da 40 metri di lunghezza. «Utilizzeremo un sistema che è all'avanguardia - spiega Leonardo Gonnelli, dirigente responsabile della Protezione civile del Comune di Livorno - Negli Stati Uniti ormai i consolidamenti si fanno così, mentre in Europa ci sono solo cinque impianti del genere. In questo modo toglieremo l'acqua in eccesso che è la causa principale dello scivolamento a valle del terreno».

Sono circa 90 le famiglie interessate direttamente alle operazioni di consolidamento della collina. «Cercheremo di lavorare - ha aggiunto il vicesindaco di Livorno Bruno Picchi - perchè, burocrazia permettendo, si riesca a concludere questa fase entro il prossimo autunno. La gente si aspettava un muro, ma questo sistema è molto più efficace e senza utilizzo di cemento».

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