Toscana
Stop alla vivisezione, attivisti in piazza
LIVORNO. Livorno si è unita ieri a tante altre città italiane nella protesta contro Green Hill, l'azienda di Montichiari che alleva cani beagle destinati alla sperimentazione in laboratorio. Circa...
LIVORNO.
Livorno si è unita ieri a tante altre città italiane nella protesta contro Green Hill, l'azienda di Montichiari che alleva cani beagle destinati alla sperimentazione in laboratorio.
Circa un centinaio di persone hanno formato un corteo che è partito da piazza del Municipio per arrivare fino a piazza Cavour, dove sono state raccolte firme contro l'allevamento bresciano che fa capo alla multinazionale Marshall.
La XIV Commissione del Senato aveva fissato la giornata di ieri come termine ultimo per la consegna degli emendamenti alla petizione per chiedere la chiusura dell'allevamento.
«La vivisezione è una pratica crudele e inutile. - afferma Mina, volontaria - È dimostrato che i risultati ottenuti dai test sugli animali non sono compatibili con gli umani. Un esempio tra tanti: il talidomide, un farmaco ritirato nel 1961 perché altamente tossico per l'uomo, ma dai test animali non risultò nessuna nocività». Tra i manifestanti anche Fabio Serrozzi, di Firenze, uno degli attivisti fermati a Montichiari lo scorso 28 aprile per aver liberato dall'allevamento una cinquantina di cani.
«La chiusura di Green Hill non è un traguardo, ma un punto di partenza - ha spiegato - per sensibilizzare l'opinione pubblica e informarla sull'esistenza di metodi di ricerca sostitutivi».
Intanto, il Senato ha fissato il 5 giugno come nuovo termine in vista dell'inizio dell'esame degli emendamenti.
Le proteste, fanno sapere gli organizzatori, proseguiranno finché l'azienda non chiuderà i battenti e tutti i volontari si sono dati appuntamento a Roma il 16 giugno per una nuova manifestazione nazionale.
Mariarosaria Di Cicco
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