Il Tirreno

Livorno

la replica dell’Asl

Letti sporchi? Lenzuola pulite in un giorno per tre volte

LIVORNO. Ferite pulite male e lenzuola sporche? L’Asl replica alla denuncia del nipote di un uomo di 92 anni ricoverato all'ospedale di comunità. Questa struttura – spiegano dall’Azienda...

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LIVORNO. Ferite pulite male e lenzuola sporche? L’Asl replica alla denuncia del nipote di un uomo di 92 anni ricoverato all'ospedale di comunità. Questa struttura – spiegano dall’Azienda ospedaliera – per definizione, «offre assistenza infermieristica e alla persona sulle 24 ore ed è una struttura territoriale destinata a pazienti con malattie non acute, in condizioni stabili dove non è quindi prevista una presenza medica continuativa. Rappresenta una nuova tipologia di offerta assistenziale, prima non esistente, che si colloca tra il ricovero ospedaliero e l'assistenza domiciliare»

Sull'assistenza medica l’Asl spiega che « è garantita, con le stesse modalità del domicilio, dal proprio medico di famiglia o dai medici della continuità assistenziale giorni festivi, prefestivi e nelle ore notturne. Per le emergenze viene attivato il 118. Durante il ricovero sono effettuate le terapie, le indagini diagnostiche e le consulenze necessarie prescritte dal medico di famiglia».

Sul cosiddetto “giro dei letti” per la cura e la pulizia della persona viene effettuato «tre volte al giorno come riportato dal piano delle attività del personale sanitario presente. Lo stesso cambio della biancheria viene sistematicamente eseguito a richiesta o al bisogno». Nel caso specifico il paziente, 92 anni proveniente da Villa Serena, durante tutto il periodo ricovero, «è stato seguito dal suo medico di famiglia così come prevede il Regolamento dell'ospedale di comunità. È poi lo stesso medico, una volta posizionata la PEG da parte dell'anestesista, a richiedere il rinvio delle dimissioni per il continuo delle cure». Inoltre nel corso del ricovero il paziente è stato «regolarmente medicato secondo le prescrizione del medico di famiglia. Sono stati effettuati, inoltre, tutti gli accertamenti di routine (misurazione saturazione, prelievi ematici, urinocultura, applicazione ago cannula per flebo-terapia) ed è stato posizionato un materasso antidecubito in quanto il paziente, al momento del ricovero, presentava numerose e profonde ulcere da compressione agli arti inferiori che comportavano ferite maleodoranti per necrosi e non per scarsa igiene»

Relativamente alla presunta impossibilità, durante il ricovero, di contattare i responsabili sanitari dell'ospedale di comunità, «il paziente ha incontrato per due volte il coordinatore dei medici di famiglia che ha dapprima motivato l'inserimento della Peg, e successivamente spiegato le ragioni che portavano al rinvio delle dimissioni».

L’accesso al pronto soccorso, «dove sono stati rilevati sintomi di disidratazione di versamento di liquidi dalla ferita della Peg è avvenuto tre giorni dopo rispetto alle dimissioni: un lasso di tempo tale che esclude una causalità diretta tra il comportamento del personale dell'ospedale di comunità e le condizioni del paziente».

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di Redazione web