Gioco
La Provincia incassa 17 milioni di euro con le polizze auto
Deciso l’aumento dell’aliquota dal 12,5 al 16 per cento Kutufà: siamo costretti dai tagli dei finanziamenti statali
LIVORNO. Gli enti locali piangono per il taglio dei trasferimenti dallo Stato e i cittadini - in questo caso gli automobilisti - devono mettere mano al portafogli. La Provincia di Livorno, come la maggior parte delle Province italiane, ha deciso di aumentare del 3,5 per cento l’aliquota Rc auto, che a partire da giugno passerà dal 12,5 al 16 per cento del premio assicurativo.
Il che si tradurrà in un aumento dell’importo delle polize: brutte notizie per i conducenti di Livorno e provincia, soprattutto in questi tempi di grave crisi economica.
La polizza che il conducente di turno deve pagare per salire il sella allo scooter o mettersi al volante dell’auto è composta da varie voci: una parte soggettiva che corrisponde alla storia personale del diretto interessato (età, sesso, da quanto ha la patente, di quanti incidenti si è reso protagonista) e una oggettiva, determinata dalle caratteristiche del veicolo (ad esempio potenza e tipo di carburante) e dalla provincia di immatricolazione, con la relativa tassazione. Ad aumentare sarà proprio la parte che le compagnie assicurative, dopo la riscossione del premio, devono girare nelle casse di Palazzo Granducale. Lo scorso anno l’aliquota Rc auto ha portato nel bilancio della Provincia di Livorno circa 13 milioni e mezzo di euro. Per il 2012, con il passaggio dal 12,5 al 16 per cento, si calcola un incremento di almeno 2 milioni e mezzo di euro.
In realtà nel bilancio di previsione di quest’anno, Palazzo Granducale conta di incassare complessivamente quasi 17 milioni di euro, mettendo in preventivo anche un aumento, in città, dei veicoli da assicurare.
«Ci siamo arresi – dice il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà – quando abbiamo visto che la riduzione dei trasferimenti dello Stato, anche dopo avere tagliato il più possibile le spese, non ci avrebbe consentito di garantire lo stesso livello dei servizi. Altri enti hanno deciso per l’aumento già qualche mese fa».
Le Province hanno preso al volo la possibilità che dà loro un decreto approvato nel maggio dello scorso anno: aumentare o diminuire l’aliquota base (12,5 per cento) fino a un massimo di 3,5 punti percentuali. Quasi tutte - manco a dirlo - hanno scelto per il rincaro massimo. Fanno eccezione Aosta, Bolzano e Trento (che hanno portato l’aliquota tra il 9 e il 9,5 per cento) e Firenze (all’11 per cento del premio).
In molte province, insieme all’Rc auto, lieviteranno la tariffa sul registro automobilistico (Ipt) e il tributo ambientale. In altre parole la sovrattassa che - come se non bastasse - può essere applicata dalla Provincia su Imu o Tarsu comunali. Kutufà assicura che Ipt (già rimodulato lo scorso anno dallo Stato) e tributo ambientale non saranno toccati. «Quest’ultimo – dice – nel tempo è stata ridotto di un punto percentuale (è al 3,5 per cento) e resterà tale». Per l’Rc auto l’aumento partirà a giugno. Le cifre variano, ovviamente, in base alla polizza assicurativa.
Basta una piccola variazione nella cilindrata, nel tipo di carburante (benzina, diesel o gpl) nel numero di incidenti fatti nel tempo o nell’anno di conquista della patente per ottenere numeri (e quindi rincari) molto diversi. In pagina offriamo qualche esempio calcolato sulla base di casi standard. Di certo, per tutti, c’è che tra qualche settimana, insieme all’Imu, ci sarà da pagare di più an che per l’auto.
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