La Cassazione: «Schettino non adatto al comando»
Depositate le motivazioni della sentenza della suprema corte che ha confermato i domiciliari per il comandante della Concordia
Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino ha «scarsa resistenza» nello svolgimento «di funzioni di comando o comunque di responsabile della sorte di persone a lui affidate». Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni depositate mercoledì della sentenza 18851 che confermano gli arresti domiciliari per il naufragio del Giglio.
Inoltre, per la suprema corte sono «meramente teorici e sembrano smentiti da quanto già emerso, i «dubbi» avanzati dalla difesa di Francesco Schettino sulla versione del naufragio della Costa Concordia fornita da Roberto Ferrarini, il responsabile dell’unità di crisi della Costa. Per la Cassazione «sussiste» il rischio che Schettino, se lasciato in libertà, possa attuare «interferenze», negli elementi in mano all’accusa, dal momento che «è, allo stato, il principale indagato e potrebbe compromettere il libero e completo accertamento di ogni aspetto di una complessa vicenda», quale è quella del naufragio della Costa Concordia. In sostanza i Supremi Giudici sostengono che non siano fondati i sospetti della difesa sulla veridicità di quanto affermato da Ferrarini nel suo memoriale «sulla proposta di Schettino di fornire una versione di comodo dei fatti avvenuti». Per la difesa, il memoriale in questione rappresenterebbe «piuttosto, il tentativo di Costa Crociere di “scaricare” su Schettino tutta la responsabilità dell’incidente agli occhi della Carnival Corporation, a cui era indirizzato». Ma per la Suprema Corte «questi sospettì non sono autorizzati, mentre è corretta la valutazione sul rischio che Schettino, se liberato, cerchi di alterare le prove a suo carico».
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