Il Tirreno

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Costa concordia

Il pool fa esperimenti sulla nave gemella di Costa Concordia

di Pierluigi Sposato

I quattro magistrati e i loro consulenti tecnici sbarcati a Palermo dopo 48 ore trascorse sulla Serena

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GROSSETO. Hanno trascorso quarantotto ore sulla Costa Serena - gemella della Costa Concordia - per rendersi conto in prima persona di cosa abbia voluto dire trovarsi a bordo di un gigante del mare in navigazione. Per effettuare esperimenti e calcolare tempi e distanze.

Il procuratore Francesco Verusio e il pool di sostituti che si occupano del disastro del 13 gennaio (Maria Navarro, Alessandro Leopizzi e Stefano Pizza) sono sbarcati ieri pomeriggio a Palermo dopo aver partecipato a un tratto della crociera. Saliti a Savona, hanno toccato Civitavecchia - attraversando quindi il tratto di mare che la Concordia aveva percorso in direzione opposta, quella sera - e sono arrivati a Palermo, secondo la normale tabella di marcia della crociera. Con loro anche i propri consulenti: l'ammiraglio Salvatore Picone, il capitano di vascello Salvatore Carannante, e il professor Antonio Scamardella. C’era anche il capitano Andrea Lachi del nucleo investigativo del comando carabinieri, uno degli uomini che ha seguito più da vicino le indagini.

Il breve viaggio a bordo della Serena era stato preceduto, l’altra settimana, da un sopralluogo che pool e investigatori avevano effettuato su un’imbarcazione intorno al relitto affondato davanti a Giglio Porto. Un sopralluogo che è evidentemente servito a prendere le “misure” per i successivi accertamenti sulla Serena. Che è uguale in tutto e per tutto alla Concordia, la quale è impraticabile perché inclinata.

I due giorni a bordo della Serena sono stati interamente dedicati al lavoro, in particolare alle valutazioni spaziali e temporali. In altre parole, i magistrati hanno calcolato - sulla base degli interrogatori e delle testimonianze ma adesso anche delle registrazioni recentemente ricavate dalla scatola nera - quali fossero le distanze tra i vari locali dell’imponente nave da crociera e quali fossero i tempi necessari agli spostamenti. Un sopralluogo che dovrebbe anche aver chiarito le postazioni occupate da chi era sulla plancia di comando. Ma anche quali siano state le dinamiche di afflusso nei punti di raccolta, le muster station, e la dislocazione delle attrezzature di emergenza.

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

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