Il Tirreno

Livorno

Alle Bartolena in cattedra salgono Max e Bobo

di Giorgio Carlini
Alle Bartolena in cattedra salgono Max e Bobo

I ragazzi della prima C a lezione con due splendidi labrador, addestrati dagli educatori cinofili. Obiettivo: approfondire la conoscenza con gli animali

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LIVORNO. A scuola con Max e Bobo. Ieri mattina 22 studenti delle medie Bartolena (succursale di Banditella) hanno avuto due "insegnanti" davvero speciali. Due splendidi labrador, addestrati con amore e impegno dai loro padroni Michela Cagliata e Stefano Neri, educatori cinofili.

I ragazzi della classe 1°C hanno vissuto l'esperienza di "Animali Amici", progetto approvato dall'istituto, che ha la finalità di approfondire la conoscenza del cane e il rapporto con il migliore amico dell'uomo. La mattina si è articolata in un'ora di lezione in aula e un'ora di giochi formativi nel giardino della scuola, in perfetto stile "edutainment": imparare divertendosi.

Gli alunni, accompagnati dalla professoressa Cristina Ciampalini, hanno mostrato subito confidenza e interesse nei confronti dei cani (entrambi con certificati Aiuca, Associazione italiana utilizzo cani d'assistenza). Bobo, labrador di 9 anni dal manto nero, se ne è stato piuttosto tranquillo. Max, 4 anni, pelo color miele e soprannominato "biondone" da Stefano, è apparso subito più giocherellone, scodinzolando in mezzo agli studenti durante l'ora di teoria. Michela e Stefano hanno trattato il tema del cane a 360 gradi. Un'esperienza, quello con "Fido", che va oltre il semplice rapporto animale-padrone, e che ha valenze educative per i bambini, che imparano così a diminuire la diffidenza verso ciò che è diverso, a prendersi cura di qualcuno, a costruire un legame affettivo e a rafforzare il proprio senso di responsabilità.Gli educatori hanno spiegato agli attentissimi alunni la cultura del cane, la sua storia e le sue origini.Un'amicizia, quella tra l'uomo e l'animale, che nasce dalla coevoluzione dei loro antenati: l'homo sapiens e il lupo. Si dice poi che al cane manchi solo la parola, ma in realtà non è vero. Ha anche quella, solo usa un linguaggio diverso.

«Come un bambino che parla in turco - scherza Stefano tra gli alunni divertiti. Cane e padrone comunicano e si scambiano informazioni. Come? Con i gesti e la postura, con la mimica del muso e del volto, e con le vocalizzazioni e il tono di voce». Dopo la teoria si è passati alla pratica. Con gli esercizi in giardino i ragazzi hanno condotto in prima persona alcuni giochi divertenti e altre pratiche utili che possono essere insegnate all'animale. I ragazzi hanno ripetuto i movimenti e i comandi impartiti da Michela e Stefano, acquistando fiducia e premiando Max e Bobo con dei croccantini.

«Tutti gli animali sono intelligenti - hanno ricordato i due educatori cinofili concludendo l'esperienza - Non ci sono animali stupidi. Cambia soltanto la forma d'intelligenza che serve alla loro specie. Questo messaggio dovrete ricordarlo sempre. Vi aiuterà a rispettare non solo i cani, ma tutti gli esseri viventi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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