Il Tirreno

Livorno

Addio a nonna Olga custode delle teste di Modì

di Lara Loreti
Addio a nonna Olga custode delle teste di Modì

L’erede delle sculture dell’artista da un mesetto aveva compiuto 90 anni Ai suoi nipoti raccontava: «Da piccola in famiglia ero addetta a spolverarle»

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LIVORNO. Da piccola era l’addetta di famiglia a salvaguardare le teste di Modì che lo stesso artista, secondo quanto raccontano i Domenici, aveva donato al nonno “Solicchio”. Olga Domenici aveva 90 anni appena compiuti, ma la sua mente era lucidissima e i ricordi sempre nitidi. All’epoca, negli anni Venti, i suoi cuginetti prendevano quelle sculture e le utilizzavano come pali della porta per giocare a pallone. «E io - amava raccontare nonna Olga - ogni volta le recuperavo e le mettevo al sicuro, altrimenti il nonno si arrabbiava». E che gioia per i suoi numerosi nipoti e pronipoti sentire narrare quelle storie dalla nonnina, considerata ormai la memoria storica della famiglia Domenici.

Olga s’è spenta lunedì nella residenza Pascoli dove aveva trascorso gli ultimi otto mesi della sua vita. Ieri pomeriggio tutti i parenti le hanno dato l’ultimo saluto al funerale. La novantenne è morta di vecchiaia: aveva vari acciacchi dovuti solo all’età. Vedova da circa sei anni e senza figli, fino all’estate scorsa aveva vissuto nel suo appartamento in via Tripoli, zona stazione. Ma il periodo più bello della sua esistenza, quello dell’infanzia e giovinezza, Olga l’aveva trascorso sugli Scali Olandesi nella casa della sua numerosa famiglia patriarcale, guidata dal nonno “Solicchio”. E lì era rimasta fino ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Secondo quando raccontato dagli stessi Domenici, in quella abitazione, negli scantinati, per anni il nonno aveva custodito cinque teste autentiche di Modigliani. L’artista, da giovane, le aveva scolpite e poi ne aveva fatto dono al capo di quella famiglia, considerandolo un suo benefattore. Lo racconta uno dei nipoti della zia Olga, Bruno Domenici: «Il mio bisnonno Solicchio, nonno di mio padre, nei primi del Novecento aveva aiutato il grande artista a lasciare Livorno per andare a studiare e a fare fortuna in Francia. Perciò, per gratitudine ma anche perché non aveva modo di portarle con sé, Modigliani le lasciò a mio nonno, a cui dedicò anche un quadro che ora è custodito in Francia. Le 5 teste ora sono tre e si trovano in banca in un cavò: due furono distrutte dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Ma le altre furono recuperate dai miei avi. E mia zia Olga, da ragazzina, aveva l’incarico di preservarle dai giochi dei suoi cuginetti impertinenti».

Olga raccontava con orgoglio ai suoi familiari che nessuno poteva avvicinarsi a quelle sculture senza il suo consenso. E fino allo scorso sabato, ripeteva ai nipoti: «Se qualcuno vuole sapere la verità su quelle teste dovete portarlo da me». Una verità che nonna Olga porterà sempre con sé.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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