Il Tirreno

Livorno

Sbaglia l’intervento e si inventa un alibi

di Cristiano Lozito
Sbaglia l’intervento e si inventa un alibi

Aveva detto che ad operare la cagnetta era stato un abusivo. Ora il veterinario rischia la radiazione

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PIOMBINO. Maya aveva sette mesi, era stata presa da poco dal canile di Follonica da una giovane una coppia piombinese. Una cagnetta meticcia, sveglia e affettuosa. A costarle la vita è stata la sfortuna di cadere nelle mani di un macellaio, che invece di sterilizzarla l’ha orrendamente mutilata. Provocandole due giorni di dolori atroci e poi la morte. «Macellaio» è anche la definizione usata dal dottor Marco Melosi, presidente dell’ordine dei veterinari della provincia di Livorno, l’ultimo per una serie di coincidenze a vederla viva.

Ma chi ha operato la cagnetta? Un veterinario abusivo romeno, come ha raccontato il professionista piombinese al dottor Melosi quando gli portò la bestiola in fin di vita spiegandogli che erano stati i i proprietari del cane a chiedergli di intervenire, dopo averla fatta operare da un abusivo per 50 euro (contro i 250 euro che costa di solito un’ovarectomia)? Oppure lui stesso, come invece sostengono i padroni di Maya? A chiarirlo sarà l’Ordine dei medici veterinari che ha convocato il veterinario piombinese per sentire la sua versione dei fatti: difficilmente potrà essere la stessa che lui ha fornito a caldo al dottor Melosi. Rischia pesanti sanzioni, che vanno dall’ammonimento alla radiazione dall’albo.

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